Ecco il motore dell’aggressività del tumore, la scoperta che apre a cure mirate

Ecco il motore dell’aggressività del tumore, la scoperta che apre a cure mirate

Cosa succede quando il tumore, dopo una prima fase silenziosa, si accende e inizia a correre.

Giornata ricca per la lotta al tumore. Buone notizie per un Paese in cui si stimano circa 390.000 nuove diagnosi di cancro l’anno. Uno studio dell’Istituto dei tumori Pascale di Napoli, realizzato insieme a ricercatori della Vanvitelli, della Cattolica del Sacro Cuore di Roma e delle Università di Messina e di Salerno, svela cosa succede quando il tumore, dopo una prima fase silenziosa, si accende e inizia a correre.

La ricerca, pubblicata sul pubblicato sul ‘Journal of Translational Medicine’, segna un cambio di paradigma e apre a nuove terapie mirate.

Un inizio silenzioso

Come spiega l’oncologo del Pascale Alessandro Ottaiano, prima firma dello studio multicentrico, il tumore attraversa prima una fase lunga e silenziosa. Le cellule accumulano piccoli errori nel Dna ma senza effetti visibili. In questa fase l’organismo riesce ancora a riparare i danni. 

L’innesco che fa correre il tumore

Quando i sistemi ‘correttori’ iniziano a funzionare meno, l’equilibrio si rompe. È lì che il tumore si accende: le cellule diventano più aggressive, crescono più in fretta e prendono il sopravvento.

“Il tumore è, in fondo, un processo evolutivo accelerato –  spiega Ottaiano – Quello che in natura richiederebbe migliaia di anni, qui avviene in tempi rapidissimi. Le cellule più adatte a sopravvivere si selezionano, si moltiplicano e finiscono per dominare l’ambiente circostante. Questa teoria non cambia le cure da domani mattina, ma sposta il bersaglio: non solo distruggere il tumore, ma impedirgli di accelerare”.

Le prospettive nella lotta al cancro

Le possibili ricadute di questa ricerca sono importanti. Capire quando il tumore passa alla fase aggressiva può aiutare i medici a intervenire prima e in modo più mirato. E qui entra in gioco l’AI: l’integrazione tra analisi genetiche e intelligenza artificiale può aiutare a prevedere l’evoluzione della malattia e scegliere terapie sempre più personalizzate e meno invasive.  

Un freno e l’importanza della prevenzione contro il tumore

L’obiettivo, in prospettiva, è cambiare approccio. Ovvero “individuare quando il tumore sta per cambiare marcia e intervenire prima, con terapie più mirate”, spiega il ricercatore.

Come sottolinea Ottaiano, alla luce di questo studio “resta fondamentale la prevenzione. Alimentazione sana, attività fisica, niente fumo e attenzione alle sostanze nocive: possono ridurre il numero di mutazioni e quindi il rischio” che il tumore si metta a correre.

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