Riprogrammare il metabolismo per salvare i bimbi dall’obesità, la scoperta

Riprogrammare il metabolismo per salvare i bimbi dall’obesità, la scoperta
Foto: Bambino Gesù

Agire sul cervello per riportare in equilibrio i meccanismi che regolano fame e sazietà. La ricerca italiana sull’obesità.

Non solo dieta e movimento. Per riportare in equilibrio i meccanismi che regolano fame, sazietà e consumo energetico basta agire sul cervello. È la nuova strategia contro l’obesità testata con successo dagli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

A dimostrarne l’efficacia è il progetto Resilient coordinato dall’Ospedale del Gianicolo e realizzato in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa e con l’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Lo studio ha coinvolto un team multidisciplinare composto da endocrinologi, nutrizionisti, psicologi, neuropsicologi, chinesiologi, infermieri, biologi e biostatistici e i risultati sono stati presentati in vista della Giornata mondiale dell’obesità.

Lo studio, che ha coinvolto 120 bambini tra i 6 e gli 11 anni, evidenzia che un percorso multidisciplinare di 5 mesi migliora peso, metabolismo, sonno e capacità cognitive, aprendo nuove prospettive nella lotta a questo problema. Si è scelta questa finestra di età perché il cervello – che controlla appetito, sazietà, spesa energetica e numerosi processi chiave del metabolismo intermedio – è ancora estremamente plastico. “Questo significa che, attraverso un intervento mirato sugli stili di vita e sulle funzioni cognitive, è possibile reindirizzare le vie neurali che regolano il metabolismo, correggendo in modo duraturo la condizione dismetabolica”, dicono gli esperti.

I numeri dell’obesità nei bambini italiani

Secondo i dati più recenti del sistema di sorveglianza OKkio alla Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, il 29,7% dei bambini presenta un eccesso ponderale: il 19% è in sovrappeso, il 10,7% obeso e il 2,1% con obesità grave. Percentuali tra le più alte in Europa.

Solo al Bambino Gesù si registrano ogni anno circa 1.700 accessi ambulatoriali e 1.000 day hospital dedicati a bambini e adolescenti con eccesso di peso e obesità, inclusi circa 200 casi di forme secondarie o genetiche. All’interno dell’Unità di Endocrinologia e Diabetologia guidata da Stefano Cianfarani, è attivo un apposito servizio di Educazione Alimentare dedicato alla gestione clinica dei pazienti con problemi ponderali e al coinvolgimento delle famiglie nel percorso di cura.

La ricerca 

Nello studio – coordinato da Melania Manco dell’unità di ricerca di Medicina predittiva e preventiva e da Deny Menghini, responsabile di Psicologia del Bambino Gesù – i bambini presentavano sovrappeso oppure obesità, che in età pediatrica si associano frequentemente a disturbi del sonno, difficoltà nella regolazione emotiva e comportamentale, riduzione della qualità di vita e fragilità cognitive, come alterazioni della memoria e dell’autoregolazione.

“I nostri dati mostrano che potenziare memoria e autoregolazione aiuta i bambini a mantenere le nuove abitudini e migliora il loro funzionamento quotidiano”, sintetizza Deny Menghini. Non basta dunque prescrivere una dieta: “Serve un intervento multidisciplinare, precoce e radicato nella famiglia; occorre agire in una finestra temporale in cui la biologia consente di ripristinare il fisiologico controllo del metabolismo”, afferma Melania Manco.

Solo 5 mesi per ripartire

L’approccio terapeutico, durato 5 mesi, ha integrato educazione alimentare, attività fisica strutturata, promozione di corretti stili di vita e coinvolgimento attivo dei genitori.

Nelle prime 8 settimane i bambini hanno partecipato a due o tre incontri settimanali online con nutrizionista, psicologo e chinesiologo (professionista dell’attività fisica), seguiti da una fase di consolidamento meno intensiva. Un gruppo ha partecipato anche a un training cognitivo computerizzato, con esercizi adattivi per potenziare attenzione e memoria. Proprio questo elemento ha mostrato un beneficio aggiuntivo, in particolare sul sonno e sulle capacità di autoregolazione.

Il risultato del percorso per i bambini è stato un miglioramento generalizzato di tutte le variabili considerate nello studio: composizione corporea, peso, forza muscolare, metabolismo, controllo della fame, qualità del sonno, aspetti comportamentali e abilità cognitive. Non solo. Si è visto che l’utilizzo di strumenti digitali e sessioni da remoto rende il modello più accessibile e potenzialmente replicabile su larga scala, favorendo il contrasto all’obesità nei giovanissimi.

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