Farmaceutica, l’export in Usa cresce anche nel 2026

Farmaceutica, l’export in Usa cresce anche nel 2026
Assemblea Farmindustria 2026 Marcello Cattani Foto: LaPresse

L’export della farmaceutica tricolore neglo Stati Uniti segna un +28% nel primo trimestre dell’anno

“Stiamo trainando la crescita economica anche nell’anno post tariffe”. Lo rivendica il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, che a margine dell’Assemblea pubblica a Roma analizza lo stato di salute delle relazioni con gli Stati Uniti, con un occhio alle performance della farmaceutica.

Nel 2025 l’export di farmaci dall’Italia verso gli Usa è stato pari a 15,8 miliardi di euro, il 23% del totale italiano, in crescita del 54% rispetto al 2024. E nel primo trimestre del 2026? Stando agli ultimi dati siamo a 5,3 miliardi di euro, il 29% del totale Italia, in crescita del 28% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ecco anche perché, nonostante i recenti ‘attriti’ con gli States, Cattani si dice “ottimista” guardando al futuro del settore.

L’ottimismo di Marcello Cattani

“Per natura – spiega il numero uno di Farmindustria, rispondendo a una domanda di LaPresse – e da interista, devo essere per forza sempre ottimista. Ma, come abbiamo visto, nel 2025 le tariffe non hanno rappresentato un problema”. Eppure qualche timore c’era, anche se un anno fa il numero uno di Farmindustria – appena riconfermato all’unanimità – affermava di guardare al futuro con ottimismo nonostante la ‘febbre dei dazi’.

“È chiaro che il cambiamento indotto dagli Stati Uniti a livello mondiale per rendersi meno dipendenti da Europa, Cina e India ha degli impatti, e gli impatti sono evidenti.  Riguardano gli investimenti che andranno negli Stati Uniti nei prossimi cinque anni, oltre 400 miliardi di dollari ricerca di base translazionale, clinica, produzione industriale per essere meno dipendenti”.

“Credo che l’Italia e gli Stati Uniti, al netto delle dinamiche che abbiamo visto negli ultimi giorni, e come hanno ribadito il presidente del Consiglio e il ministro Tajani, siano due Stati importanti dell’alleanza atlantica che cooperano a livello commerciale, a livello industriale, sulla ricerca. Quindi siamo convinti che la collaborazione e il rapporto con gli Stati Uniti sarà sempre solido sul fronte della salute e dell’innovazione”, chiarisce Cattani.

Il messaggio è quello di fare tesoro delle esperienze e imparare dalle scelte di chi ha puntato per primo sulla farmaceutica attraverso “competenze e investimenti. Perché non si può fare innovazione giocando a ribasso”, chiosa il presidente degli industriali del farmaco.

Farmaceutica, l’export in Usa cresce anche nel 2026
Nella foto: Marcello Cattani, Lucia Aleotti e Marcello Gemmato all’Assemblea Pubblica di Farmindustria
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