Acque reflue: lo stop the clock e le reazioni di Farmindustria

Acque reflue: lo stop the clock e le reazioni di Farmindustria
Photo by: Michael Kappeler/picture-alliance/dpa/AP Images

La mossa del Parlamento europeo sulle acque reflue “va nella direzione giusta” per Marcello Cattani

Sospiro di sollievo delle imprese del farmaco dopo la risoluzione del Parlamento europeo sulla direttiva sulle acque reflue. “Un passaggio molto significativo”, dichiara il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, convinto che la mossa confermi la crescente attenzione delle istituzioni europee verso le possibili conseguenze della Direttiva per la disponibilità dei medicinali e la competitività industriale dell’Europa.

“Accogliamo con favore la richiesta di una nuova valutazione d’impatto indipendente e la proposta di sospendere temporaneamente gli obblighi legati all’Extended Producer Responsibility (EPR) e al trattamento quaternario fino a quando non saranno disponibili dati completi e trasparenti. E ringraziamo i rappresentanti italiani al Parlamento europeo che hanno contribuito a questa decisione”, aggiunge Cattani.

I rischi della direttiva sulle acque reflue

Per il numero uno di Farmindustria “la tutela dell’ambiente è un obiettivo che condividiamo pienamente e sul quale l’industria farmaceutica è impegnata da anni. Tuttavia, è essenziale che le misure adottate siano fondate su solide evidenze scientifiche e su un’equa ripartizione delle responsabilità e dei costi. Diversamente, si rischia di introdurre oneri sproporzionati, che comprometterebbero la sostenibilità della produzione farmaceutica in Europa, con effetti negativi sugli investimenti, sull’innovazione e, come riconosciuto dallo stesso Parlamento, sulla disponibilità dei medicinali per i pazienti”.

Insomma, lo ‘stop the clock’ “va nella direzione giusta e recepisce le preoccupazioni manifestate da numerosi Stati membri, tra cui l’Italia. Auspichiamo che la Commissione europea dia seguito a queste indicazioni, avviando rapidamente una nuova analisi d’impatto e aprendo un confronto costruttivo con tutti gli attori coinvolti, per conciliare efficacemente tutela ambientale, sicurezza degli approvvigionamenti e competitività del sistema industriale europeo”, chiosa Cattani.

© Riproduzione Riservata