Colesterolo: anticorpo monoclonale riduce del 31% il rischio di infarto o ictus 

Colesterolo: anticorpo monoclonale riduce del 31% il rischio di infarto o ictus 
(AP Photo/Matthew Brown)

Ormai l’importanza di imbrigliare il colesterolo per la salute cardiovascolare è ben nota, ancor più nel caso di pazienti a rischio come i diabetici. Ma non sempre ottenere questo risultato è semplice. In questi giorni arrivano i risultati di evolocumab, anticorpo monoclonale anti-PCSK9 ‘targato’ Amgen, efficace nel ridurre il rischio di primi eventi cardiovascolari in pazienti ad alto rischio. Il dato emerge da uno studio presentato al 75° Congresso Annuale dell’American College of Cardiology (ACC) e pubblicato sul ‘Journal of the American Medical Association’.

I risultati

Il farmaco ha ridotto il rischio di morte per malattia coronarica, infarto miocardico o ictus ischemico del 31% rispetto al placebo, riducendo anche il pericolo di morte per malattia coronarica, infarto miocardico, ictus ischemico o rivascolarizzazione indotta da ischemia. Questi risultati derivano dall’analisi di 3.655 pazienti senza aterosclerosi significativa e con diabete, seguiti per 4,8 anni all’interno del più ampio studio Vesalius-CV. 

Il valore mediano di colesterolo Ldl raggiunto è stato di 44 mg/dL a 96 settimane, rispetto a 105 mg/dL nel gruppo placebo. “I risultati segnano un cambio di paradigma nella gestione dei pazienti diabetici a rischio cardiovascolare alto o molto alto, senza precedenti eventi, sia con che senza aterosclerosi significativa”, interviene Paolo Fiorina, ordinario di Endocrinologia all’Università degli Studi di Milano e direttore di Endocrinologia all’Asst Fatebenefratelli Sacco. 

Strategie più decise per la riduzione del colesterolo

“Nella pratica clinica diventa quindi importante identificare precocemente questi pazienti e adottare fin da subito strategie più intensive per la riduzione del colesterolo Ldl, con l’obiettivo di ridurre il rischio di un primo evento e modificare la storia naturale della patologia, in modo efficace e sicuro. È un cambio di prospettiva che rappresenta un passaggio cruciale verso una medicina sempre più preventiva, personalizzata e integrata”, conclude.

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