Psoriasi, tra segnali da non ignorare e terapie sempre più mirate

Psoriasi, tra segnali da non ignorare e terapie sempre più mirate

Psoriasi e dermatite atopica possono incidere sulla qualità della vita, ma oggi le terapie sono sempre più mirate.

Non sono soltanto una questione estetica: psoriasi e dermatite atopica possono incidere su sonno, relazioni sociali e salute mentale. In Italia la psoriasi interessa una quota rilevante della popolazione, con stime di prevalenza tra l’1,8 e il 4,8%. Significativi anche i numeri della dermatite atopica, che colpisce l’8,1% degli adulti.

I sintomi invalidanti della psoriasi

I pazienti convivono spesso con sintomi che, benché invisibili, possono essere molto invalidanti. Il prurito persistente, tipico della dermatite atopica, altera il sonno e il grattarsi costantemente genera infiammazione e quindi ancora più prurito, innescando un circolo vizioso. 

“Quando una malattia cutanea cronica è moderata o severa, l’impatto non è solo clinico, ma anche sociale ed economico. Per questo riconoscere precocemente la gravità e intervenire in modo adeguato fa la differenza nel lungo periodo”, spiega Nicola Zerbinati, ordinario di Dermatologia all’Università dell’Insubria-Varese e membro del consiglio direttivo della Sidemast, Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse.

“L’obiettivo moderno non è insegnare al paziente a convivere con la malattia, ma costruire un controllo stabile e misurabile nel tempo – sottolinea Zerbinati – passando dalla reazione alla prevenzione delle riacutizzazioni, con percorsi continuativi e personalizzati”.

Bersagli sempre più specifici 

Negli ultimi anni, l’innovazione terapeutica ha compiuto passi avanti importanti. Da un lato, le terapie biologiche hanno reso possibili obiettivi di controllo più ambiziosi nella psoriasi moderata-severa, agendo su vie specifiche dell’infiammazione. Dall’altro, nuove opzioni sistemiche orali stanno ampliando le possibilità di scelta, consentendo trattamenti sempre più personalizzati. 

“Oggi possiamo mirare a un controllo della malattia molto più stabile rispetto al passato, grazie a terapie che agiscono su bersagli specifici dell’infiammazione”, aggiunge il dermatologo. “Il punto non è promettere miracoli, ma restituire alle persone sonno, benessere e libertà nella quotidianità, con percorsi appropriati e monitorati”. 

I segnali da non ignorare 

Ci sono segnalati che non vanno ignorati e che indicano la necessità di consultare uno specialista: il prurito persistente e i disturbi del sonno, la presenza di lesioni estese o localizzate in sedi critiche come volto, mani o genitali. Ma anche la comparsa di dolore, rigidità e gonfiore articolare, che può indicare un possibile interessamento delle articolazioni.

“Il messaggio finale per pazienti e famiglie è chiaro – conclude Zerbinati – non esistono scorciatoie ma esiste una possibilità concreta di controllo più efficace quando la terapia è scelta bene e seguita con continuità”.

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