Salute mentale in Italia tra sottofinanziamento e carenze di personale

Salute mentale in Italia tra sottofinanziamento e carenze di personale
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Il rapporto dell’Istituto superiore di sanità fotografa lo stato di salute dei servizi di salute mentale in Italia.

La rete dei servizi di salute mentale in Italia è articolata e diffusa su tutto il territorio nazionale ma presenta forti criticità, dal sottofinanziamento – con un investimento pro capite tra i più bassi in Europa – alle carenze di personale, inferiore di quasi il 30% rispetto agli standard. 

Criticità che si accentuano in alcune regioni, soprattutto del Mezzogiorno. È quanto emerge dal terzo rapporto del Gruppo di lavoro su equità e salute nelle Regioni dell’Istituto superiore di sanità. 

Un’attenzione crescente per la salute mentale 

“La pubblicazione di questo rapporto coincide con il varo di un piano strutturato di finanziamenti previsto dall’ultima manovra economica che rappresenta, insieme al recente Piano nazionale dedicato alla salute mentale, un primo segnale concreto di attenzione verso questi problemi”, sottolinea il presidente dell’Iss Rocco Bellantone

I risultati dell’indagine 

Il costo pro-capite si attesta nel 2023 a 71,90 euro, paragonabile ai 73,80 a persona del 2015. Nel 2023, inoltre, la dotazione complessiva di personale del Dipartimento di salute mentale è inferiore del 30% rispetto agli standard definiti da Agenas nel 2022. Le Regioni del Nord che si collocano in un range di valori più elevati rispetto al Centro e al Sud Italia e Isole.

A partire dal 2017 e fino al 2023, diminuiscono poi le strutture psichiatriche territoriali (-18,5%), residenziali (-13%) e, dal 2020 anche le semiresidenziali (-12,5%).I servizi specialistici di salute mentale assistono l’1,6-1,7% della popolazione, a fronte di un numero fino a quasi 10 volte superiore di persone che soffrono ogni anno di disturbi mentali.  

Infine, il numero dei posti letto ospedalieri per ricoveri psichiatrici acuti è costantemente tra i più bassi al mondo: l’Italia ne ha 0,1 per 1.000 abitanti, mentre la mediana dei Paesi Ocse è 0,64 ogni 1.000 abitanti. 

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