Pancreatite acuta, ostruzione intestinale, gastroparesi e, in casi più rari, anche problemi o perdita della vista: sono le gravi reazioni che avrebbero riportato alcuni pazienti dopo l’assunzione di Ozempic*, Wegovy* e Mounjaro*, i farmaci Glp-1 a base di semaglutide e tirzepatide che stanno rivoluzionando il trattamento per la perdita di peso.
Le denunce negli Stati Uniti
A portare sul banco degli imputati Novo Nordisk ed Eli Lilly sono al momento più di 3mila persone, che hanno accusato gastroparesi o lesioni gastrointestinali dopo l’assunzione dei farmaci agonisti del recettore Glp-1. Le cause confluiranno in un unico maxi-procedimento, MDL-3094, davanti al Tribunale federale del Distretto orientale della Pennsylvania, come riporta il sito dell’organo giudiziario Usa.
Più ridotti i casi di chi lamenta problemi alla vista. Nello specifico, si tratterebbe di Naion, la neuropatia ottica ischemica anteriore non artetrica, che può determinare un’improvvisa perdita o un rapido peggioramento della vista. In questo caso sono appena 37 le cause pendenti, raggruppate nell’MDL-3163, sempre presso il tribunale federale della Pennsylvania.
Un campione ben più ristretto: non è un caso se la Food and Drug Administration ha inserito nel foglietto illustrativo la raccomandazione con cui sconsiglia i semaglutide ai pazienti con gastroparesi o malattie gastrointestinali, mentre non include la Naion come possibile effetto indesiderato.
A metà 2024 uno studio retrospettivo pubblicato su Jama Ophthalmology ha indicato che i pazienti con diabete di tipo 2 che assumevano semaglutide, avevano un rischio significativamente più alto di sviluppare Naion rispetto a chi assumeva altri farmaci.
La risposta di Novo Nordisk ed Eli Lilly
I due colossi hanno contestato in tribunale le accuse dei querelanti, affermando che gli effetti collaterali di Ozempic, Wegovy e Mounjaro sono ben noti e già riportati nelle informazioni di prodotto approvate e che i reclami non meritano accoglimento.
Quanto allo studio del 2024, Novo Nordisk ha dichiarato che i dati sono “osservazionali” e non provano un nesso causale tra semaglutide e rischio di cecità. Secondo la multinazionale danese, il diabete stesso è un fattore di rischio noto per i problemi alla vista, suggerendo che la causa non sia tanto il farmaco, quanto la patologia del paziente.

