È una discussione che ciclicamente torna ad animare il dibattito pubblico: quanto è concreto il rischio di pancreatite acuta nei pazienti in terapia con farmaci anti-obesità basati sul Glp-1? A fare chiarezza è Raffaella Buzzetti, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid).
Pancreatite acuta: un rischio contenuto
“Gli analoghi del Glp-1 sono molto efficaci per il diabete di tipo 2 e per il trattamento dell’obesità e sono utilizzati da milioni di persone nel mondo. Come tutti i farmaci, possono presentare effetti indesiderati e la pancreatite può essere uno di questi, sebbene estremamente raro”, dice.
Anche l’autorità regolatoria britannica, aggiornando i foglietti illustrativi dei farmaci in questione, ha definito “non comune, ma reale” l’evento pancreatite acuta in corso di terapia con Glp-1 analoghi. “La soluzione non è evitare questi farmaci, ma monitorare con attenzione eventuali sintomi d’allarme e intervenire subito”, suggerisce Riccardo Bonadonna, presidente eletto della Sid.
Prestare attenzione ai segnali
Il segnale a cui prestare attenzione è un dolore forte e persistente allo stomaco, a volte irradiato alla schiena, che non passa o si accompagna a nausea e vomito. “In questi casi – prosegue Bonadonna – il paziente dovrebbe contattare subito il medico, che farà tutti gli accertamenti necessari e, se lo ritiene opportuno, sospenderà il farmaco”.
Molte pazienti in terapia con Glp-1 analoghi, in realtà, partono già da condizioni cliniche che aumentano la probabilità di pancreatite, essendo diabete di tipo 2 e obesità essi stessi fattori di rischio. “Il messaggio ai pazienti è chiaro – conclude Buzzetti – col giusto monitoraggio e attenzione ai segnali dell’organismo, il rischio di pancreatite è raro e gestibile. La nostra priorità è proteggere la salute e la serenità dei pazienti”:
I consigli della Sid
Sono sette i consigli dispensati dalla Sid per minimizzare ulteriormente il rischio pancreatite: incrementare il dosaggio di semaglutide o tirzepatide gradualmente, seguire una dieta nutriente ma povera di grassi animali e di fritti, mantenersi ben idratati per supportare la digestione.
E poi non assumere o limitare al massimo le bevande alcoliche, gestire con attenzione condizioni preesistenti come calcolosi biliari e ipertrigliceridemia, evitare l’uso dei farmaci in questione nei soggetti con pancreatite cronica o che abbiano presentato in passato episodi di pancreatite acuta. Infine, è importante contattare subito il medico in caso di dolore addominale grave e persistente, con possibile irradiazione al dorso o accompagnato da nausea, vomito o febbre.

