Cellulite da incubo, dal Dna ai tacchi: le trappole e cosa funziona davvero

Cellulite da incubo, dal Dna ai tacchi: le trappole e cosa funziona davvero
Photo by: Uli Deck/picture-alliance/dpa/AP Images

Cellulite protagonista in estate, tra business e salute. Dalla cosmetologa tutta la verità su questo inestetismo

Cellulite protagonista in estate, tra business e salute. In questa stagione nuovi rimedi ‘miracolosi’ si moltiplicano sui social. Ma quali sono le cause e quali gli attivi davvero efficaci contro questo inestetismo? “È un tema che suscita molto interesse e capisco bene perché ci sia tanta confusione, visto che sui social circolano numerose informazioni, non sempre corrette. Dobbiamo innanzitutto capire che la cellulite non è un semplice accumulo di grasso, ma una condizione complessa e multifattoriale che coinvolge principalmente il tessuto adiposo sottocutaneo”, spiega a LaSalute di LaPresse la farmacista cosmetologa Myriam Mazza.

“Gli estrogeni sono tra i principali indiziati, poiché influenzano la distribuzione del grasso corporeo e la permeabilità dei capillari. La genetica gioca sicuramente un ruolo cruciale, determinando la predisposizione individuale e alcune caratteristiche strutturali dei tessuti”. Nel mirino dell’esperta anche “alcune abitudini quotidiane, spesso sottovalutate, come indossare frequentemente abiti troppo stretti o scarpe col tacco molto alto: possono contribuire a peggiorare l’inestetismo, ostacolando il corretto ritorno venoso e linfatico”.

A giocare un ruolo chiave è lo stile di vita. “Una dieta squilibrata, la sedentarietà, il fumo e l’alcol possono compromettere la funzionalità del microcircolo e contribuire ad amplificare i meccanismi coinvolti nella comparsa e nella progressione della cellulite”, assicura Mazza.

Cellulite da incubo, dal Dna ai tacchi: le trappole e cosa funziona davvero
Un massaggio anti-cellulite Photo by: Rolf Vennenbernd/picture-alliance/dpa/AP Images

Cellulite, che cosa funziona davvero

Come contrastare questo inestetismo? “Per quanto riguarda gli attivi, possiamo citare alcune sostanze funzionali tra le più studiate. La caffeina è probabilmente una delle più utilizzate in cosmetologia grazie alla sua capacità di stimolare la lipolisi, ovvero la degradazione dei trigliceridi contenuti negli adipociti, e di favorire il drenaggio dei liquidi. Non dimentichiamo poi gli alleati vegetali come la Centella asiatica, utile per riparare il tessuto connettivo e stimolare i fibroblasti, o l’escina estratta dall’ippocastano, che protegge l’integrità dei vasi sanguigni e riduce il ristagno di liquidi negli spazi interstiziali”.

“Tra gli attivi di grande interesse troviamo anche la bromelina, l’enzima proteolitico ricavato dall’ananas, che favorisce il drenaggio linfatico e contrasta l’edema; e l’aronia, ricchissima di antociani e polifenoli, che esercita una potente azione antiossidante”.

Collagene e peptidi sotto la lente

“C’è poi il collagene, in particolare ai peptidi bioattivi,  protagonisti di un crescente interesse sia nella ricerca sia nel panorama beauty”, continua la cosmetologa. “È bene distinguere tra aspettative e dati scientifici: non disponiamo di evidenze sufficienti per considerare il collagene un trattamento specifico per la cellulite. Alcuni studi suggeriscono che determinati peptidi, una volta assorbiti, possano raggiungere il derma e stimolare l’attività dei fibroblasti, favorendo la sintesi di nuovo collagene, elastina e altri componenti della matrice extracellulare”.

” Più che agire direttamente sulle cause della cellulite, il loro potenziale beneficio – puntualizza l’esperta – sembrerebbe essere legato soprattutto al miglioramento della qualità e della compattezza della pelle, contribuendo a rendere meno evidenti le irregolarità superficiali associate all’effetto ‘buccia d’arancia’”. 

Un attivo interessante, dunque, “ma da interpretare con realismo e da inserire sempre all’interno di una strategia più ampia”, suggerisce la specialista.

Integratori, creme o entrambi?

Quale soluzione privilegiare tra creme e integratori? “Si tratta di due approcci diversi ma complementari: le creme agiscono localmente, con effetti mirati sull’area trattata, mentre gli integratori lavorano dall’interno, supportando alcuni processi fisiologici e metabolici. La vera differenza, tuttavia, la fa la costanza – assicura – L’applicazione regolare del prodotto, associata a un adeguato massaggio che stimola il microcircolo e il drenaggio linfatico, può contribuire a migliorare l’efficacia del trattamento”.

Mazza non fa sconti: “Nessun prodotto, da solo, può sostituire le basi di uno stile di vita sano. Per contrastare la cellulite non esiste un singolo prodotto magico, ma un approccio integrato in cui creme, integratori e stile di vita lavorano in sinergia, ciascuno sul proprio fronte, intervenendo su diversi meccanismi coinvolti nella comparsa e nell’evoluzione dell’inestetismo”.

Cortisolo nel mirino

Negli ultimi anni si è parlato molto del cortisolo come possibile responsabile di numerosi inestetismi, tra cui la cellulite. “In realtà rappresenta soltanto uno dei tanti tasselli di un mosaico molto più complesso che inizia a comporsi già in giovane età. La cellulite, infatti, è strettamente influenzata dagli equilibri ormonali femminili, in particolare dagli estrogeni. Durante periodi caratterizzati da importanti variazioni ormonali, come l’adolescenza, la gravidanza e la menopausa – chiarisce – possono verificarsi alterazioni della microcircolazione e del drenaggio dei liquidi, accompagnate da una maggiore tendenza all’accumulo di grasso in aree come cosce, fianchi e glutei”.

Dopo gli anta, il fisiologico calo degli estrogeni si accompagna a una progressiva riduzione della sintesi di collagene ed elastina. “La pelle diventa più sottile, meno elastica e meno capace di mascherare le irregolarità dei tessuti sottostanti, rendendo l’inestetismo più visibile”. Ma la cellulite può manifestarsi anche in ragazze molto magre e atletiche, proprio perché dipende più dall’architettura dei tessuti e dagli equilibri ormonali che dal semplice grasso corporeo.

A tavola: gli alleati

La dieta è uno dei fattori su cui davvero intervenire. “È importante ricordare, tuttavia, che non esistono singoli alimenti capaci di eliminare la cellulite, così come non esistono cibi che, da soli, ne determinano la comparsa. Tra i principali alleati troviamo innanzitutto frutta e verdura, ricche di acqua, fibre, vitamine e composti antiossidanti preziosi che aiutano a contrastare lo stress ossidativo e a sostenere la funzionalità del microcircolo”, elenca Mazza.

“Non dobbiamo dimenticare gli acidi grassi mono e polinsaturi, fondamentali per contrastare i processi infiammatori che alimentano la cellulite. Un aspetto spesso sottovalutato riguarda poi l’idratazione. Bere almeno 1,5 litri d’acqua durante la giornata aiuta a sostenere le normali funzioni fisiologiche dell’organismo e contribuisce al mantenimento dell’equilibrio dei tessuti”, raccomanda.

Occhio al sale e allo zucchero

Tra i principali nemici, invece, occorre fare attenzione al “consumo eccessivo di sale, spesso nascosto nei cibi confezionati, negli insaccati e nei formaggi stagionati, che può favorire la ritenzione di liquidi e accentuare il gonfiore. È buona norma anche limitare gli alimenti altamente processati, particolarmente ricchi di zuccheri semplici e grassi saturi, che possono contribuire al peggioramento di questo inestetismo. Lo stesso vale per un eccesso di bevande zuccherate e gli alcolici, che possono influire negativamente sull’equilibrio dell’organismo e sulla qualità della pelle”, conclude la farmacista cosmetologa.

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