Movimento efficace contro il lipedema, speranze da medicina rigenerativa 

Movimento efficace contro il lipedema, speranze da medicina rigenerativa 

Qualunque sia il percorso terapeutico scelto contro il lipedema, il movimento è un punto di partenza

Non ci sono scorciatoie. L’attività fisica resta un pilastro fondamentale della strategia contro il lipedema. Lo sottolinea Luigi Gatta, presidente dell’Accademia Italiana di Medicina e Chirurgia Biorigenerativa, in occasione di Lipedema Experience, l’appuntamento dedicato alla salute e al benessere in corso alla Fiera di Roma.

“La medicina rigenerativa rappresenta una delle aree più promettenti della ricerca contemporanea. Parliamo di approcci biologici che puntano a sostenere e favorire i processi di riparazione dei tessuti utilizzando risorse dell’organismo stesso. Oggi queste tecniche trovano applicazione soprattutto in ambito ortopedico e sportivo, ma il campo si sta ampliando rapidamente. L’obiettivo non è semplicemente trattare un sintomo, ma aiutare i tessuti a recuperare funzione e qualità”, spiega a LaPresse.

Medicina rigenerativa e lipedema

Queste innovazioni potrebbero avere un ruolo anche nel trattamento del lipedema? “Credo di sì. Stiamo assistendo allo sviluppo di nuove tecnologie e nuove strategie terapeutiche che potrebbero aprire prospettive interessanti anche per patologie complesse e ancora poco conosciute come il lipedema. Alcune linee di ricerca sono già in fase avanzata di sperimentazione clinica. È ancora presto per parlare di soluzioni definitive, ma certamente il panorama scientifico è molto dinamico e offre motivi di interesse e di speranza”, dice Gatta.

L’attività fisica

Il messaggio dello specialista a chi soffre di lipedema è netto: “Non trascurate mai il movimento. So che in alcuni casi il dolore, il disagio o la demotivazione possono rendere difficile essere costanti, ma l’attività fisica resta un pilastro fondamentale. Migliora la funzione cardiovascolare, sostiene il metabolismo e contribuisce al benessere generale. Qualunque sia il percorso terapeutico scelto, il movimento rappresenta sempre un punto di partenza. Non esiste una vera scorciatoia che possa sostituirlo: è uno degli strumenti più efficaci che abbiamo per prenderci cura della nostra salute nel tempo”, conclude.

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