Non solo cellulite, alla scoperta del lipedema

Non solo cellulite, alla scoperta del lipedema

Alla Fiera di Roma Lipedema Experience due giorni tra diagnosi, informazione e nuovi percorsi di cura

In estate le gambe tornano in primo piano, così come gli inestetismi e le patologie localizzate. Ma attenzione a fare confusione. “La cellulite è un problema estetico che coinvolge gli strati più superficiali del tessuto sottocutaneo e che può influire sul benessere della persona. Il lipedema, invece, è una condizione molto più complessa e invalidante. Non interessa soltanto gli arti inferiori, ma può coinvolgere anche altre parti del corpo e richiede percorsi diagnostici e terapeutici molto più articolati”. Parola di Andrea Sbarbati, ordinario di Anatomia Umana all’Università di Verona e direttore scientifico di Fiera Roma Academy, tra i maggiori studiosi italiani del tessuto adiposo e del lipedema. 

In vista di Lipedema Experience, la due giorni gratuiti tra diagnosi, informazione e nuovi percorsi di cura in programma il 12 e 13 giugno alla Fiera di Roma, l’esperto spiega a LaPresse perché questa patologia viene ancora troppo spesso confusa con la cellulite, ma anche quale ruolo possono avere sport e stile di vita e perché la corretta informazione è il primo passo per migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Che cos’è il lipedema

Il tessuto adiposo, cioè il grasso, tende ad aumentare di volume e a modificarsi. Diventa più grosso, più duro e spesso anche dolente. Questo avviene soprattutto negli arti inferiori, ma può interessare anche gli arti superiori e altre aree del corpo”, chiarisce lo specialista. 

Le cause e il ruolo dello sport

Il meccanismo preciso alla base di questo problema non è ancora completamente noto. “Sappiamo però che esiste una componente genetica importante, perché spesso si osserva una familiarità. A questa si aggiungono altri fattori, come alcune condizioni ormonali, lo stile di vita e l’alimentazione”, dice Sbarbati.

Lo sport può avere un ruolo molto importante, “ma deve essere praticato con criterio. Il tessuto connettivo delle persone che soffrono di lipedema è particolarmente delicato e alcune attività possono provocare dolore o risultare controproducenti se non vengono scelte correttamente”.

La patologia può manifestarsi “già durante l’adolescenza e talvolta i primi segnali compaiono addirittura in età pediatrica. Per questo l’attività fisica può essere utile fin dalle fasi della crescita e successivamente come strumento di mantenimento, per conservare una buona efficienza muscolare e della struttura connettivale. È importante, però, che non sia eccessivamente intensa: in alcune situazioni potrebbe addirittura avere effetti negativi”, avverte lo specialista.

Cure miracolose via web

Online impazzano trattamenti o macchinari ‘miracolosi’. Ma cosa è realistico aspettarsi? “Bisogna essere molto chiari: non esiste una bacchetta magica. Tuttavia non significa che non si possa fare nulla. Al contrario. Le persone cche adottano uno stile di vita corretto, seguono una dieta adeguata, praticano attività fisica appropriata e imparano a gestire correttamente il proprio corpo possono migliorare significativamente la propria condizione”, assicura l’esperto.

Il lipedema oggi “non può essere considerata guaribile, ma questo non impedisce di vivere bene. Con una gestione adeguata si può ottenere un netto miglioramento della qualità di vita e, in alcuni casi, anche una regressione verso stadi meno avanzati”.

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