Lo specchio di Narciso oggi sono i social, che stanno spingendo sempre più giovani maschi verso la skincare, con una nuova attenzione alla bellezza della pelle che non è poi da demonizzare. “Siamo di fronte a un vero e proprio cambiamento culturale che ha visto cadere i vecchi tabù. Sempre più uomini si avvicinano alla cosmesi e lo fanno con maggiore consapevolezza, comprendendo l’importanza di mantenere la pelle in salute e di adottare routine adeguate alle proprie esigenze. Ci stiamo allontanando da quel modello di mascolinità che ha ostacolato il rapporto con la skincare, percepita in passato come una pratica legata esclusivamente alla sfera femminile”, spiega a LaSalute di LaPresse la farmacista cosmetologa Myriam Mazza. E a confermarlo sono i numeri di un settore in crescita.
Quanto vale la cosmetica maschile
Il mercato della cosmetica maschile in Italia sta vivendo una fase di espansione che va a pari passo con la crescita dei consumi. “Secondo il Rapporto Annuale di Cosmetica Italia il valore complessivo del mercato per l’uomo ha raggiunto i 3,5 miliardi di euro nel 2024, incidendo per il 26,4% sui consumi totali nazionali. Entrando nel dettaglio dei prodotti formulati per le specifiche esigenze maschili, il valore degli acquisti ha superato i 145 milioni di euro nel 2024, segnando una crescita rispetto all’anno precedente”, ricorda l’esperta.
Ma a che età gli uomini si avvicinano alla cosmesi? “Le nuove generazioni mostrano una precocità senza precedenti – assicura Mazza – iniziando spesso già durante i primi anni dell’adolescenza, influenzati dal contesto familiare e dai social. Nell’età adulta l’interesse tende a emergere più tardi, e lo fa soprattutto in concomitanza con la comparsa dei primi inestetismi o dei segni dell’invecchiamento”.
“Nonostante il crescente interesse degli uomini verso la skincare, resta ancora diffusa una certa difficoltà ad adottare un approccio preventivo, con la tendenza a intervenire quando il problema cutaneo è già manifesto”, ammonisce la cosmetologa.
Questione di pelle
Attenzione, la pelle maschile possiede caratteristiche fisiologiche diverse rispetto a quella femminile. “Si distingue per un derma mediamente più spesso e un pH più acido, dovuto a un maggiore rilascio di acido lattico dalle ghiandole sudoripare e di acidi grassi liberi da quelle sebacee. Presenta anche un sistema pilifero più sviluppato e un’intensa attività delle ghiandole sebacee che, sotto la spinta degli androgeni, rendono la pelle maschile tendenzialmente grassa e incline a impurità o follicoliti”, avverte la specialista.
Quando inizia l’invecchiamento (anche per lui)
Attenzione: sul fronte delle rughe gli uomini hanno un vantaggio. Se con la menopausa le donne subiscono una drastica riduzione degli estrogeni (causando un repentino assottigliamento del derma e perdita di elasticità), “negli uomini il calo degli androgeni avviene in modo molto più graduale. Per questo motivo il processo di invecchiamento appare inizialmente più lineare. Tuttavia, una volta raggiunta la soglia dei 40 anni, i segni del tempo si manifestano in maniera più marcata”, segnala Mazza.
Un approccio più pragmatico alla skincare e alla cura della pelle
Gli attivi più gettonati dal pubblico maschile sono peculiari. “Il consumatore è molto pragmatico e predilige formulazioni che offrano risultati immediati e tangibili, preferendo texture leggere come gel-crema o emulsioni che si assorbano rapidamente senza ungere. Tra gli attivi più consigliati troviamo le sostanze sebonormalizzanti come la niacinamide, lo zinco e l’acido salicilico, fondamentali per contrastare la lucidità e le imperfezioni. Molto richiesti – aggiunge la farmacista – anche i principi attivi post-rasatura con proprietà lenitive e protettive, come pantenolo, bisabololo e allantoina”.
“Sul fronte anti-age, la domanda si sposta verso attivi di punta come il coenzima Q10 e il resveratrolo, potenti antiossidanti che contrastando lo stress ossidativo, e l’acido ialuronico che conferisce idratazione e turgore alla pelle”.
Skincare per lui: 3 errori da evitare
Quali sono i 3 errori da non fare mai? “Il primo – dice – è lavare il viso sotto la doccia utilizzando un comune detergente per il corpo. La pelle del viso ha caratteristiche diverse – ricorda Mazza – e va trattata con delicatezza; inoltre l’acqua troppo calda potrebbe alterare la barriera cutanea favorendo la comparsa di arrossamenti e disidratazione. È quindi preferibile utilizzare un detergente specifico per il viso ad azione purificante o rivitalizzante, in grado di rispettare il pH e rimuovere l’eccesso di sebo senza aggredire la pelle”.
“Il secondo errore, molto comune, è trascurare l’applicazione della protezione solare. Gli uomini tendono a essere meno inclini all’uso di filtri solari, ma questo espone la pelle a danni che possono evolversi in condizione come le cheratosi attiniche e a un invecchiamento precoce”.
L’ultimo è quello di “agire solo in presenza di una problematica già manifesta, senza effettuare alcun tipo di prevenzione. Educare i ragazzi fin dall’adolescenza alla cura della pelle, partendo dalla detersione e dall’idratazione, è invece fondamentale per mantenere la pelle in salute e prevenire l’insorgenza di problematiche cutanee”, conclude Mazza.

