Cicatrici, deturpazione, dolore sono solo le conseguenze più evidenti delle gravi ustioni riportate dai giovani pazienti coinvolti nell’incendio di Crans-Montana.
“Ce ne sono molte altre che minano la qualità della vita dei sopravvissuti. Studi comparativi hanno dimostrato che gli ustionati vanno incontro a un +46% di ricoveri per problemi cardio-circolatori, +90% per problemi muscolo-scheletrici e a un aumento dell’incidenza del cancro del 39% rispetto ai pazienti sani. Insomma, le ustioni determinano una serie di conseguenze per il nostro corpo, non solo nella zona colpita“. A dirlo a LaSalute di LaPresse è Maurizio Busoni, docente del Master di II livello di Medicina Estetica e dell’invecchiamento dell’università di Barcellona.
Busoni ha ideato la metodologia Biodermogenesi, un protocollo di medicina rigenerativa made in Italy “utilizzato fino ad ora su una cinquantina di grandi ustionati con risultati importanti”, ed è promotore del progetto RigeneraDerma. “Un’iniziativa pensata per le donne che hanno subito violenza e che offre loro terapie gratuite per le cicatrici. Con il tempo abbiamo esteso il progetto anche a coloro che sono gravati da cicatrici invalidanti e non possono permettersi di sostenere il costo delle terapie. In questo contesto potrebbero rientrare anche le persone rimaste coinvolte nell’incendio di Crans Montana”, aggiunge l’esperto.
Intanto in queste ore uno dei 12 ragazzi assistiti al Niguarda di Milano è stato trasferito al Policlinico di Milano per essere sottoposto a procedure per trattare una grave insufficienza respiratoria).
Come sta il giovane trasferito al Policlinico di Milano
Il ragazzo – che, come ha spiegato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, non è tra quelli con la maggior superficie corporea ustionata – presenta una grave insufficienza respiratoria innestata su una patologia precedente. Al Policlinico di Milano sarà sottoposto a Ecmo (Extra Corporeal Membrane Oxygenation). Si tratta di una metodologia grazie alla quale il sangue viene prelevato dal corpo, ossigenato artificialmente e poi reimmesso, permettendo ai polmoni danneggiati di riposarsi e guarire, mentre l’Ecmo supporta la funzione respiratoria. Al Niguarda attualmente sono assistiti 11 pazienti sopravvissuti all’incendio di Capodanno.
I centimetri di pelle usati al Niguarda
Per assisterli “la Banca della cute dell’Ospedale Niguarda ha distribuito oltre 19.700 centimetri quadrati di tessuto. Oggi risultano disponibili presso la stessa banca circa 37.000 centimetri quadrati e sono in programma ulteriori recuperi”, ha precisato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenuto al Question time alla Camera.
I danni delle ustioni
Non solo pelle e respiro. In caso di gravi ustioni come quelle dell’incendio di Crans-Montana “i primi a subire danni sono i nostri capillari cutanei, che si carbonizzano immediatamente privando la nostra epidermide dell’unico canale che permette di apportare acqua, nutrienti ed ossigeno necessari per favorire la rigenerazione”, dice Busoni. A causa di questo la cicatrici da ustione di II e di III livello si definisce degenerativa, ovvero destinata a peggiorare giorno dopo giorno.
Non solo: “Si compromette anche il sistema linfatico cutaneo, che non potrà più recuperare per osmosi tutte le tossine conseguenza dell’ustione, alterando la qualità della matrice extracellulare. Al momento del danno si attiva la produzione di un elevato numero di citochine pro-infiammatorie – continua lo specialista – che in un primo momento aiutano la nostra pelle a reagire al trauma, ma con il tempo determinano una serie di reazioni negative a cascata che favoriscono la formazione di fibrosi e retrazioni, che limitano il normale movimento e causano dolore”.
L’ustione causa poi una totale perdita di idratazione, che espone al rischio di consolidamento delle fibrosi e della formazione di cicatriche ipertrofiche e di cheloidi. Mentre “la ridotta idratazione, l’eccessiva quantità di citochine pro-infiammatorie e il permanere delle tossine conseguenza dell’ustione nell’ambito della matrice determina anche una acidificazione della nostra pelle. Sappiamo che un eccessivo livello di acidità favorisce l’insorgenza di diverse patologie, non ultima il cancro”, prosegue Busoni.
RigeneraDerma per i giovani di Crans-Montana
Dal protocollo made in Italy sviluppato dallo specialista ed esportato a livello internazionale potrebbe arrivare un aiuto per i pazienti ustionati nella discoteca svizzera? “Prima di intervenire con le terapie di Biodermogenesi – dice cauto Busoni – dobbiamo aspettare che il paziente concluda il percorso ospedaliero e che non si manifestino eventi avversi. Solo allora potremo iniziare ad erogare i trattamenti. Il progetto RigeneraDerma ha permesso finora di curare circa 50 grandi ustionati in Italia ed all’estero, sempre con esiti positivi, riuscendo a migliorare la qualità della vita di uomini e donne sotto diversi aspetti”.
“I miglioramenti più importanti sono: recupero della mobilità anche dopo molti anni dall’ustione; eliminazione del dolore cronico; recupero della sensibilità sulle zone ustionate; recupero del sonno; netto miglioramento estetico delle cicatrici trattate”, elenca ancora Busoni citando gli studi realizzati finora.
“Stiamo effettuando dei follow up sui pazienti trattati ad anni di distanza dalle terapie e stiamo assistendo ad una stabilizzazione dei risultati su tutti, con un periodo verificato sino a cinque anni”. Insomma, “negli ultimi anni la medicina ha permesso di aumentare il numero dei sopravvissuti alle grandi ustioni, adesso stiamo lavorando per migliorare la qualità ed allungare l’aspettativa di vita. Nell’ambito della terapia dei grandi ustionati la ricerca e lo sviluppo tecnologico italiani sono all’avanguardia e finalmente possono offrire prospettive terapeutiche davvero importanti”, conclude.
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