Salute, il 41% delle donne rinuncia alle cure per motivi economici

Salute, il 41% delle donne rinuncia alle cure per motivi economici

Il report presentato da Eli Lilly a Sesto Fiorentino testimonia le difficoltà delle donne nell’accesso alle cure

Il 41% delle donne rinuncia alle cure per motivi economici, contro il 30% degli uomini. I dati dell’analisi di Iqvia – presentati all’evento promosso da Eli Lilly nello stabilimento di Sesto Fiorentino, ‘Salute che include’ – certificano il persistente divario di genere nell’accesso alla salute. 

“Quest’anno Lilly compie 150 anni e questa è una delle tante iniziative con cui stiamo celebrando questo traguardo”, esordisce Elias Khalil, presidente e general manager di Lilly Italy Hub. “La disparità di genere in Italia riguarda ancora moltissimi ambiti tra cui la tutela della salute. Dobbiamo lavorare tutti insieme per ridurre questo gap”, aggiunge. 

Salute, il 41% delle donne rinuncia alle cure per motivi economici

Il report restituisce un quadro chiaro di come e quanto il divario il genere pesi su accesso alle cure, prevenzione e salute mentale. Sebbene le donne italiane risultino più attente alla prevenzione e più sensibili ai temi del benessere psicofisico, solo il 39% riesce a prendersi cura in modo continuativo della propria salute nella quotidianità. A ostacolare il restante 61% sono le barriere economiche, i carichi familiari e la minore stabilità lavorativa. 

Donne e gender gap, Italia 83esima

“I dati confermano che le donne dimostrano un’elevata attenzione alla salute e una forte propensione alla prevenzione, ma questa consapevolezza si scontra quotidianamente con ostacoli concreti”, sottolinea Darya Majidi, presidente di UN Women Italy, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di parità di genere ed empowerment femminile. “L’Italia, potenza mondiale che siede al G7, è 83esima al mondo nella classifica del Global gender gap”, fa notare Majidi. 

Nel nostro Paese lavora poco più di una donna su due (53%), un dato “strettamente collegato alla rinuncia alle cure”. E tra quelle che lavorano, “una su tre lascia il posto di lavoro dopo la maternità per assenza di sostegno. Ancora, una su tre subisce violenza nel corso della vita”, denuncia Majidi.  Le donne dichiarano poi livelli di stress e di stati ansioso-depressivi doppi rispetto agli uomini, ma spesso “sono costrette a rinunciare sia alle cure fisiche sia al supporto psicologico soprattutto a causa dei costi”, prosegue. 

Salute, il 41% delle donne rinuncia alle cure per motivi economici
Darya Majidi e sullo sfondo Elias Khalil

Un sistema da ripensare 

Rinunce che non sono il risultato di scelte individuali, “ma il riflesso di un sistema che deve essere ripensato. Investire in politiche, servizi e modelli organizzativi che permettano alle donne di prendersi cura della propria salute significa migliorare non solo la salute femminile ma quella del Paese nel suo complesso”, conclude la presidente di UN Women Italy. 

L’impegno di Lilly 

Anche le aziende possono fare la loro parte per contribuire a ridurre il divario. “Rendere la salute inclusiva significa garantire coperture sanitarie, promuovere la prevenzione sul luogo di lavoro e sostenere genitorialità e caregiving”, spiega Manuela Schumann, vice president HR & site services di Lilly Italy Hub. 

Un principio che Lilly declina nella quotidianità garantendo ai dipendenti l’assicurazione sanitaria integrativa, i check-up annuali e gli screening nel campus. “Monitoriamo costantemente il nostro approccio – conclude Schumann – per garantirne l’efficacia nel tempo e continueremo a migliorarlo insieme alle nostre persone e ai partner del sistema salute”. 

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