Caldo, aumentano gli accessi al pronto soccorso per disturbi psichiatrici

Caldo, aumentano gli accessi al pronto soccorso per disturbi psichiatrici
(AP Photo/Alessandra Tarantino)

Due società scientifiche spiegano perché il caldo estremo condiziona la salute mentale e quali sono le categorie più a rischio

Non ci sono soltanto colpi di calore e disidratazione tra gli effetti delle ondate di caldo sulla salute. Nei pronto soccorso italiani aumentano anche gli accessi legati al disagio psichico, con una crescita di crisi d’ansia, scompensi psicotici, crisi depressive e comportamenti autolesivi. A lanciare l’allarme sono Simeu, Società italiana di medicina di emergenza-urgenza, e Siep, Società italiana di epidemiologia psichiatrica, che chiedono di inserire esplicitamente le persone con disturbi mentali tra le categorie fragili dei piani nazionali e regionali di prevenzione degli effetti del caldo.

Caldo, +20% di accessi per disturbi psichiatrici

Durante l’ondata di calore del 2026 alcuni pronto soccorso hanno registrato un incremento fino al 20% degli accessi per disturbi psichiatrici rispetto a tre anni fa. Un dato che, secondo le due società scientifiche, conferma come la componente psichica dell’emergenza da caldo non sia un fenomeno marginale. Le temperature estreme possono infatti aggravare ansia e disturbi dell’umore e favorire scompensi psicotici, crisi depressive e comportamenti autolesivi.

Come il caldo agisce sulla salute mentale 

Il caldo estremo agisce sulla salute mentale attraverso meccanismi documentati ma ancora poco discussi: priva del sonno, disidrata, altera la termoregolazione centrale e riduce la sudorazione, e nel rallentare la clearance renale, espone al rischio di tossicità da farmaci”, dichiara Alessandro Riccardi, presidente nazionale Simeu. “L’aumento che registriamo chiede una risposta di sistema, non una lettura locale o stagionale”. 

Occhio a chi assume psicofarmaci

Particolare attenzione, spiegano le due società scientifiche, deve essere riservata alle persone che assumono psicofarmaci. Il rischio farmacologico riguarda soprattutto le molecole ad azione anticolinergica, che possono inibire la sudorazione, ma un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dalla sospensione impropria o autogestita delle terapie, che può favorire ricadute acute. A rendere ancora più vulnerabili alcune persone con disturbi mentali contribuiscono inoltre l’isolamento sociale e la precarietà abitativa, soprattutto in abitazioni prive di climatizzazione o di adeguato isolamento termico.

Rafforzare la sorveglianza

“La componente psichiatrica del rischio da calore è misurabile e prevedibile, e come tale va governata a monte del pronto soccorso”, sottolinea Fabrizio Starace, presidente Siep. “I servizi territoriali di salute mentale devono attivare una sorveglianza proattiva sui pazienti più fragili durante le allerte calore, garantendo la continuità terapeutica mettendo in guardia da sospensioni improprie delle terapie, che restano tra le principali cause di ricaduta acuta”.

Per le due società è quindi necessario che i piani caldo riconoscano esplicitamente i pazienti con disturbi psichiatrici tra le categorie a rischio e che, durante le giornate di maggiore allerta, venga rafforzata la sorveglianza sui pazienti più fragili, in particolare quelli in politerapia psicofarmacologica. Nei Pronto Soccorso, inoltre, Simeu e Step chiedono protocolli specifici che prevedano ambienti climatizzati, reidratazione, controllo degli elettroliti e adeguate strategie di de-escalation nei casi di agitazione.

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