Non solo ‘overdose’ di caffeina e sostanze stimolanti: è il mix fra energy drink e superalcolici a preoccupare i tossicologi. Anche perché si tratta di una moda diffusa tra i ragazzi italiani, che rischia di portarli dritti in pronto soccorso. “Abbiamo visto diversi casi di giovanissimi pazienti in cui gli energy drink erano associati all’alcol: queste bibite vengono utilizzate dagli adolescenti in associazione, perché l’idea è che aiutino a reggere meglio l’alcol”. A dirlo a LaSalute di LaPresse è Marco Marano, responsabile del Centro antiveleni dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma e componente della Società Italiana di Tossicologia Sitox.
Il tossicologo ne parla commendando la decisione britannica di vietare, dall’aprile 2027, gli energy drink negli under 16 anni. Queste bevande oggi vengono abbinate a cocktail o shot di superalcolici con l’idea che la ‘sferzata’ di caffeina, taurina e altre sostanze stimolanti aiuti a reggere meglio l’alcol.
Cosa succede davvero mixando alcol ed energy drink
“In realtà il livello di alcol presente nel sangue resta quello e, anzi, in questo modo si finisce per berne di più, complice l’iperstimolazione dovuta alla caffeina. Insomma, l’energy drink non abbassa il rischio di rallentamento dei riflessi, o di essere un pericolo per sé e per gli altri mentre si è alla guida, o ancora lo stato di euforia e disinibizione regalato dagli alcolici”, aggiunge lo specialista.
Il pericolo anzi aumenta, come chiarisce Marano, “insieme con il livello ematico dell’etanolo. Una sostanza che ha effetti molto importanti nei casi di intossicazione acuta, sia dal punto di vista del sistema nervoso centrale, che dei vari organi coinvolti nel metabolismo dell’alcol”.
I casi seguiti all’Ospedale Bambino Gesù
Così non stupisce la segnalazione dello specialista. Se le analisi hanno identificato la presenza di alcol, a riferire il mix con gli energy drink “sono stati gli stessi giovanissimi pazienti arrivati in pronto soccorso, inconsapevoli dei rischi di questo comportamento”, precisa il tossicologo. “L’alcol nella nostra esperienza è la prima causa di esposizione a sostanze di abuso negli adolescenti, e una grossa fetta dei ragazzi consuma abitualmente gli energy drink. Molti lo fanno con l’idea di reggere meglio l’alcol”, precisa ancora Marano.
Energy drink e adolescenti: i rischi
“Ma anche l’energy drink da solo è insidioso, per via del contenuto di caffeina, guaranà, ginseng o taurina: tutti stimolanti che possono provocare nei giovanissimi diversi effetti avversi che coinvolgono primariamente il sistema nervoso centrale e quello caridiocircolatorio”, precisa il tossicologo.
Per gli adolescenti il problema è legato “non solo al metabolismo della caffeina, ma al fatto che nell’adolescenza i recettori cardiocircolatori e del sistema nervoso centrale sono più sensibili alla stimolazione rispetto a quelli degli adulti. Quindi il rischio è quello di incappare in eventi avversi correlati a tachicardia, aritmia, ipertensione. Ma anche ipereccitazione, irritabilità e vere e proprie convulsioni”.
Parliamo di un fenomeno diffuso: “L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa), segnala che circa il 68% degli adolescenti europei (10-18 anni) è un consumatore di queste bevande, e circa il 12% è classificato come consumatore elevato e cronico di energy drink. Ecco perché penso che anche noi dovremmo adottare misure analoghe a quelle annunciate dalla Gran Bretagna”, conclude il tossicologo.


