Bambini in piscina o al mare, bastano 3-6 minuti per annegare

Bambini in piscina o al mare, bastano 3-6 minuti per annegare
Photo by: Ute Grabowsky/picture-alliance/dpa/AP Images

Ogni anno in Italia si registrano circa 400 annegamenti e i bambini sotto i 10 anni sono i più colpiti, il vademecum

L’ultimo weekend è stato drammatico sul fronte degli annegamenti e il grande caldo di questi giorni moltiplica i rischi, spingendoci tutti in mare, lago o piscina. Ma come ricorda l’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno in Italia si registrano circa 400 annegamenti e, considerati anche gli incidenti non fatali, una delle fasce di età più colpite è quella dei bambini fra 0 e 10 anni.

Ecco perché è bene sottolineare che le lezioni di nuoto non bastano a proteggere i piccoli in acqua. A ricordarlo sono i medici anti-bufale di Dottoremaeveroche.it, il portale contro le fake news della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici). 

Il nuoto non basta per la sicurezza dei bambini in piscina o al mare

“Il semplice fatto di aver seguito un corso di nuoto e saper nuotare non azzera il rischio di annegamento di un bambino”, sottolineano gli esperti in un focus. Anche perché “per un bambino sono sufficienti dai 3 ai 6 minuti per annegare”.

Se un piccolo sa nuotare, “sarà più preparato rispetto a un suo coetaneo che non ha mai seguito una lezione di nuoto, ma questo non significa che sia ‘a prova di annegamento’. Specialmente se abbiamo a che fare con un bimbo molto piccolo, non possiamo dare per scontato che sia in grado di sollevare la testa fuori dall’acqua per respirare”, insistono gli esperti.

Cosa fare per la sicurezza dei bambini in acqua

“La parola d’ordine, in questo caso, è sorveglianza attiva, anche se il piccolo sta facendo il bagno nella vasca di casa. Dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità rivelano infatti che, in tutto il mondo, il tasso più alto di annegamenti si verifica nella fascia di età fra 0 e 4 anni e che la maggior parte di questi incidenti avviene all’interno delle mura domestiche o nelle immediate vicinanze”, ricordano i dottori anti-bufale.

Cosa fare, in concreto? “La vera forma di prevenzione, soprattutto con bimbi di età inferiore a 5 anni, consiste nel partecipare in acqua insieme a loro alle attività ricreative. Per i bambini più grandi, bisogna almeno assicurarsi che nuotino sempre in coppia”.

Cosa fare se ci si deve allontanare?

Se abbiamo la necessità di distrarci o di allontanarci e il bambino è ancora in acqua, dobbiamo chiedere a un adulto fidato di mantenere il contatto visivo, raccomandano gli esperti. “La maggior parte degli annegamenti è rapida e silenziosa: chi sta annegando non riesce a gridare o a chiedere aiuto perché è troppo impegnato a restare in superficie”, sottolineano i dottori anti-bufale.

E il bagnino? “È incaricato del rispetto delle regole, del salvataggio e della rianimazione dei bagnanti in difficoltà. La responsabilità di vigilare su un bambino in acqua è sempre del genitore o dell’adulto di riferimento, anche se la figura del bagnino può indurre un falso senso di sicurezza nei confronti dei bambini, spingendo gli adulti a sottovalutare la necessità di una sorveglianza attiva”.

Il vademecum per la sicurezza dei bambini in mare o in piscina

Se nelle vicinanze ci siano specchi d’acqua, anche di piccole dimensioni, o se non conosciamo il territorio circostante, è bene non lasciare i bambini mai soli. Alcuni annegamenti in età infantile avvengono perché i piccoli esplorano l’ambiente circostante, spingendosi oltre i confini di un ambiente familiare, senza che gli adulti responsabili ne siano a conoscenza. 

Ecco allora i consigli dei dottori anti-bufale: “Recintare le piscine lungo tutto il perimetro o isolarle con un cancello auto-chiudente è una strategia utile a prevenire questo tipo di incidenti. Gli esperti raccomandano inoltre di coprire le piscine, quando non utilizzate, con appositi teli, svuotare sempre le vasche da bagno e le piscine gonfiabili dopo averle usate e rimuovere tutti i giocattoli per evitare che il bambino cerchi di recuperarli, far indossare la cuffia se i capelli sono lunghi, per evitare che restino impigliati nei bocchettoni di aspirazione (anche se dovrebbero essere protetti da una grata) e iscrivere i bambini con più di sei anni a un corso di nuoto”.

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