Abbronzatura estrema per la Gen Z? Tra manie social e rischi per la pelle parla Paolo Ascierto

Abbronzatura estrema per la Gen Z? Tra manie social e rischi per la pelle parla Paolo Ascierto
Photo by: Stephanie Pilick/picture-alliance/dpa/AP Images

“La pelle ha una memoria”: l’oncologo napoletano e l’abbronzatura senza filtri

“Non facciamo l’errore di cadere vittime di questa incredibile moda dell’abbronzatura senza filtri. O, meglio, delle scottature assicurate: la pelle ha una memoria e scottarsi anche solo una volta ogni due anni può triplicare il rischio di melanoma”. Il monito arriva dall’onocologo del Pascale di Napoli Paolo Ascierto, tra i massimi esperti al mondo di questo tumore della pelle. 

Ascierto, ordinario di Oncologia alla Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma, si scaglia contro quanti condividono sui social consigli per sfoggiare una “tintarella da fare invidia”, senza curarsi di scottature e tumori della pelle.

L’abbronzatura a tutti i costi e i rischi per la Gen Z

La riscoperta da parte della Gen Z dell’abbronzatura costi quel che costi in stile anni ’70 risale ad almeno un anno fa, e solo TikTok conta milioni di post con l’hashtag ‘Tanmaxxing’ ‘Tanningtips’ ‘Bronzeskin’.

Un fenomeno virale non recentissimo, che però – e qui arriva la buona notizia – ha già dato vita a numerosi interventi di giovanissimi debunker: su Instagram si moltiplicano gli interventi di giovani influencer che gettano semi di buonsenso, sottolineando i tanti rischi per la pelle di questo approccio ‘senza filtri’ solari. E meno male, commenta l’oncologo: “Il messaggio agli adolescenti deve essere chiaro: il sole danneggia la pelle, che ha una memoria del danno subito. Non dimentichiamo che quasi 9 casi di melanoma su 10 sono legati all’eccessiva esposizione ai raggi Uv”. 

L’età dell’innocenza e i pericoli delle scottature

L’adolescenza è un’età critica. Stando all’American Academy of Dermatology cinque o più scottature solari con la comparsa di vesciche tra i 15 e i 20 anni aumentano il rischio di melanoma dell’80% e quello di altri tumori della pelle non melanoma del 68%.

Sul mercato pullulano pomate e spray protettivi. Ma “la crema solare non è una sorta di ‘liberi tutti’. Non a caso la Fondazione Melanoma ha lanciato la campagna di sensibilizzazione: ‘Vestiti di prevenzione’. Devo dire che inizio a vedere in spiaggia bambini piccoli con maglie anti-Uv, un elemento positivo, anche se si tratta ancora di sparuti esempi”, dice l’oncologo.

Quanto alle mode social all’insegna dell’abbronzatura selvaggia “da giovani fanno davvero tanti danni. Mentre sui presunti rischi da crema solare devo dire che da anni i dermatologi consigliano prodotti con filtri fisici tutto l’anno”, conclude l’oncologo.

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