Bambini e digitale: è tempo di agire. L’alert di Macron e del Dg Oms

Bambini e digitale: è tempo di agire. L’alert di Macron e del Dg Oms
Emmanuel Macron e Tedros Adhanom Ghebreyesus (Christophe Petit Tesson/Pool Photo via AP)

Bambini e adolescenti “non sono cavie da laboratorio”. L’analisi del presidente francese e del dottor Tedros

Bambini e adolescenti “non sono cavie da laboratorio” o “una merce. Insieme possiamo e dobbiamo plasmare ambienti digitali che li proteggano e supportino il loro sano sviluppo. Le scelte che facciamo oggi avranno ripercussioni per generazioni”. Ad accendere i riflettori sulla salute dei nativi digitali sono il presidente francese Emmanuel Macron e il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus. In un’analisi scritta a quattro mani – magari dopo il summit One Health di Lione – e pubblicata su ‘Project Syndicate’, i due leader prendono posizione chiarendo che le scelte digitali stanno già influenzando “la salute dei nostri figli”.

“Dai social media e dai videogiochi online fino ai sistemi di intelligenza artificiale generativa, il digitale è un potente fattore che impatta sulla salute delle persone. Ciò è particolarmente vero per i bambini e i giovani”, premettono Macron e  Ghebreyesus. In tutto il mondo ormai “l’infanzia viene riprogrammata dalle tecnologie che plasmano il modo in cui i giovani imparano, giocano e si connettono. Il nostro compito non è celebrare o condannare la tecnologia. È affrontare una semplice verità: il nostro ambiente digitale non solo promette benefici di vasta portata, ma comporta anche gravi rischi per la salute e lo sviluppo dei bambini. La nostra responsabilità – avvertono i due leader – è massimizzare i primi e prevenire i secondi. Non è troppo tardi per agire, ma è troppo tardi per dei semplici aggiustamenti incrementali”.

Le potenzialità per lo sviluppo dei bambini

Gli strumenti digitali “possono ampliare le opportunità supportando l’apprendimento, la comunicazione e l’accesso ai servizi sanitari, soprattutto per i bambini che vivono in aree remote o colpite da crisi. Per molti giovani gli spazi online offrono anche creatività, senso di comunità e appartenenza”. Ma questi benefici “dipendono fortemente” da come sono progettate le tecnologie e dagli interessi in gioco, ragionano gli autori.

Le ombre

“Servono soluzioni, perché gli ambienti digitali non sono neutrali. Il modo in cui vengono progettati, gestiti e usati per monetizzare influenza molti aspetti della nostra vita, non ultimo la nostra salute”, prosegue l’analisi.

L’esposizione ripetuta a contenuti stereotipati, sessualizzati, violenti o discriminatori influenza il modo in cui i bambini percepiscono se stessi e il mondo che li circonda. Gli algoritmi filtrano sempre più spesso le informazioni sanitarie per aumentare l’attenzione piuttosto che l’accuratezza, consentendo la diffusione di affermazioni fuorvianti. La raccolta e l’utilizzo di dati personali, in particolare per la profilazione e il marketing mirato, sollevano preoccupazioni in merito alla privacy, alla manipolazione e al benessere.

Gli effetti per la salute

Dopo l’Australia sempre più governi “stanno riconoscendo che la protezione dei minori online è un imperativo di salute pubblica”. E i dati parlano chiaro. “L’eccessiva esposizione digitale è associata a problemi quali ansia, depressione, sonno disturbato, aumento dell’aggressività e, nei casi più gravi, tendenze suicide, soprattutto tra gli adolescenti vulnerabili. Il marketing digitale sulle piattaforme può esporre alla promozione di prodotti dannosi, come tabacco, alcol e piattaforme di gioco d’azzardo”. L’abuso di social, videogiochi e AI può “acuire la solitudine e soppiantare le relazioni offline. L’uso prolungato contribuisce alla sedentarietà e alla riduzione del sonno”.

Anche “lo sfruttamento e l’abuso sessuale online sono in aumento a livello globale, insieme a un forte incremento di materiale pedopornografico e di contenuti infetti da intelligenza artificiale”, ragionano Macron e  Ghebreyesus. “Molte piattaforme sono progettate per massimizzare il coinvolgimento” degli utenti, bambini inclusi.

Ecco perché “ridurre l’esposizione a contenuti illegali, estremi o espliciti è fondamentale. Ma il benessere dei bambini richiede più della semplice assenza di danni. Dipende da relazioni stabili, limiti appropriati, attività fisica e opportunità di connessione sociale nel mondo reale. I rischi si moltiplicano quando gli ambienti digitali ostacolano, anziché supportare, uno sviluppo sano”, scrivono i leader.

E l’AI? “È un importante moltiplicatore sia in termini di rischi che di opportunità per il benessere dei bambini. Se utilizzati in modo responsabile, gli strumenti di intelligenza artificiale creati appositamente possono supportare l’istruzione, l’accessibilità e la salute”. Ma il loro impatto a lungo termine non è chiaro. In questo caso un approccio improntato alla precauzione “non è contro l’innovazione. È a favore dei bambini”.

La sfida e il futuro dei bambini

Per i due leader “l’equilibrio digitale è parte della soluzione. Le evidenze scientifiche devono tenere il passo con la tecnologia. Ma soprattutto dobbiamo ascoltare i giovani di oggi: possono contribuire a un’evoluzione responsabile degli ambienti digitali”. Cosa fare? Macron e il dg Oms pensano a una collaborazione costante tra governi, industria, società civile e istituzioni sanitarie pubbliche, basata su un impegno condiviso per massimizzare i benefici e minimizzare i danni. 

Perchè “la sfida non è tecnologica – dice a LaSalute di LaPresse Francesco Branda, ricercatore dell’Università Campus Bio-Medico e socio della Società europea per l’etica e la politica dell’intelligenza artificiale (Sepai) – ma è politica e culturale: riprendersi il diritto di definire che cosa significhi crescere sani in un’epoca in cui il confine tra reale e virtuale è definitivamente crollato. E farlo prima che un’intera generazione abbia imparato a stare al mondo solo attraverso un display”.

Bambini e digitale: è tempo di agire. L’alert di Macron e del Dg Oms
Emmanuel Macron e Tedros Adhanom Ghebreyesus (AP Photo/Laurent Cipriani, Pool)
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