Caldo al Roland Garros, l’impatto sulle performance sportive

Caldo al Roland Garros, l’impatto sulle performance sportive
Jannik Sinner (AP Photo/Thibault Camus)

“Faceva caldo, ma non così tanto”. Il malore di Sinner e l’impatto delle temperature sui tennisti

Malore per Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros 2026, in una Parigi in piena ondata di calore, con temperature ben superiori a 30 gradi, eccezionali nel mese di maggio. Il numero uno al mondo era in vantaggio sull’argentino Juan Manuel Cerundolo, quando ha accusato un problema fisico da cui non si è ripreso e che ha consentito a Cerundolo la rimonta.

“Non è stato il caldo, già in mattinata mi sono svegliato a fatica”, ha detto l’altoatesino dopo il match. “Mi sentivo male, mi girava la testa e non avevo energie, non riuscivo a tirar fuori niente. Quando mi sono svegliato non mi sentivo molto bene, non ho dormito bene stanotte – ha rivelato Sinner – Nei tornei del Grande Slam ci sono sempre giornate in cui non ti senti bene ed è quello che è successo a me”. Per il campione “faceva caldo, ma non così tanto. Le condizioni erano buone per giocare”.

Il caldo e la performance sportiva

Eppure “il caldo e le temperature estreme impattano sulla performance sportiva, specie quando ci sono match prolungati. In queste situazioni non si gioca in condizioni ottimali, elemento che rischia di favorire atleti che, più di altri, presentano una miglior resistenza alle temperature”, dice a LaSalute di LaPresse Giorgio Meneschincheri, specialista in medicina preventiva presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e docente all’Università Cattolica di Roma, ideatore e presidente di Tennis & Friends.

“Non è una questione di allenamento o di tecnica, ma di un organismo che geneticamente ha una miglior resistenza alle temperature elevate rispetto ad un altro. Questo – dice Meneschincheri – può alterare l’esito di una partita, modificando la prestazione in campo. Soprattutto se si gioca ad orari particolarmente sfidanti”.

Se il campione altoatesino non si sentiva in forma fin dalla mattina, le temperature non hanno aiutato. “Il tennis è una sfida non solo fisica, ma anche mentale”, riflette Meneschincheri. E il caldo influisce non solo sul corpo, ma anche sul cervello.

“Parliamo di uno sport individuale: non c’è un compagno di squadra che può sopperire alle tue difficoltà fisiche o sostituirti. Nel tennis – continua il medico – contano lucidità e forza fisica. E il calore porta a perdere lucidità”, oltre a creare problemi come crampi o nausea. “Questo non significa essere meno allenati: ogni organismo ha le sue peculiarità rispetto alla resistenza al calore”, puntualizza lo specialista.

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