Di che colore è il limbo di una vita sospesa tra la paura di perdere tutto e la speranza di guarire? In questo caso la scelta è caduta sul bianco: simbolo di purezza, forza ma anche fragilità, di certo non è il colore che associamo al sangue. Ecco forse anche perché il cortometraggio presentato nello Spazio Cinecittà del 79.mo Festival del Cinema di Cannes – che racconta a tre voci l’incontro con la leucemia linfoblastica acuta – colpisce fin dal titolo: ‘Sangue bianco’. L’etimologia (dal greco leukos bianco e haima sangue) sfuma rispetto al simbolismo e alla forza del paradosso: il sangue è vita, ma anche legame indissolubile. E se cambia, perdendo ‘forza’ per colpa di un tumore insidioso e sfidante, all’improvviso la vita normale si mette in pausa.
Scritto con grazia e delicatezza da Morena Rossi, con la regia di Lorenzo Cioglia, il corto – ideato e promosso da Amgen Italia con il patrocinio della Fondazione Maria Letizia Verga per lo studio e la cura della leucemia del bambino – dà voce a Jessica Dell’Agosto e Lorenzo Maspero, che hanno incontrato la malattia nell’adolescenza e l’hanno superata, e a Paolo Tallini, che ha affrontato il lungo percorso di suo figlio Pietro, mancato nel 2023. Così nel bianco e nero di uno spazio immateriale le loro storie si fanno più chiare, tra memoria e speranze. Anche grazie al confronto con il dopo e ai racconti di parenti e amici. Liberamente ispirato dal libro di Paolo Tallini ‘Tante belle persone’ (Compagnia Editoriale Aliberti), ’Sangue bianco’ tocca il cuore in 23 minuti, senza sconti. Accompagnandoci sulle montagne russe emotive di terapie, reazioni ai farmaci, esiti degli esami, speranze e – a volte – delusioni.

“A luglio la leucemia non c’era più, ad agosto non c’era più Pietro”, ha detto Tallini a LaSalute di LaPresse. “Sono grato di aver avuto l’opportunità di dare voce alla storia di mio figlio Pietro. Jessica e Lorenzo sono guariti, Pietro è mancato tre anni fa”. Quello della leucemia è un percorso “difficilissimo. Oggi nutro una grande riconoscenza verso l’eccellenza della sanità italiana e il mondo della ricerca, che mettono in campo tutte le conoscenze e gli strumenti a disposizione per cercare di sconfiggere la leucemia”. Il libro e il corto “sono per me come una sorta di dovere in memoria di Pietro. A livello personale credo rappresentino una reazione, un modo per contribuire nel mio piccolo e restituire qualcosa dell’umanità e professionalità che abbiamo ricevuto nei tre anni del percorso vissuto con Pietro”.
I numeri di un tumore raro e il contributo della ricerca
Stiamo parlando di un tumore raro, sottolinea Carmelo Rizzari, direttore Unità di Ricerca Clinica e Fase 1 (Pediatria) Fondazione Irccs San Gerardo di Monza. “La leucemia linfoblastica acuta è la neoplasia più frequente in età pediatrica, con circa 800 nuove diagnosi l’anno, 400 nei bambini e 400 negli adulti. Negli ultimi 10-15 anni l’innovazione terapeutica ha avuto un impatto rilevante: i farmaci immunoterapici hanno portato a un tasso di sopravvivenza fino ai 18 anni di oltre il 90%. Ma la lotta non è ancora completamente vinta e la ricerca deve andare avanti”.
In questi casi il legame tra medici e pazienti è solido e resta saldo nel tempo. Rizzari si dice convinto che il contributo dei suoi ex giovanissimi pazienti potrà essere utile a persone che si trovano a vivere “fasi drammatiche della loro vita. Ma queste storie testimoniano anche l’impegno di quanti contribuiscono ogni giorno, nei vari centri italiani dell’Aieop (Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica), alla cura e all’assistenza dei pazienti pediatrici con leucemia e altri tumori”.
Dal limbo alla vita vera
“Sono partita da un paradosso. Quando ho immaginato di far muovere i protagonisti in un limbo bianco mentre parlavano della malattia, da contrapporre ai colori della famiglia e degli amici nei loro luoghi sicuri, non avrei mai pensato di ritrovarmi sospesa e rinata anch’io insieme a loro”, testimonia Morena Rossi, autrice del corto. “Jessica, Lorenzo e Paolo mi hanno fatta entrare in quello spazio disarmante con estrema delicatezza, accogliendomi poi tra risate, ricordi e quotidianità con una energia difficile da dimenticare. Ogni volta che riguardo il documentario rido e mi commuovo: è come se si rinnovasse continuamente la gratitudine per la vita che ognuno di loro mi ha trasmesso”.
La relazione medico paziente
“La leucemia linfoblastica acuta costringe a lunghi periodi di degenza, durante i quali i pazienti temono di perdere tutto. Diventa inevitabile per noi stringere legami con loro e le loro famiglie, che lasciano un’impronta indelebile”, testimonia Sabina Chiaretti, professoressa associata Dipartimento di Medicina Traslazionale e di Precisione alla Sapienza di Roma. “Come medici
dobbiamo essere empatici, curare la malattia ma anche l’umanità. In tutte e tre le storie raccontate nel corto Sangue Bianco, si percepisce come la relazione tra medico e paziente rappresenti un elemento fondamentale”.
“Siamo felici di aver dato voce, attraverso questo documentario, ai tanti pazienti che affrontano la leucemia linfoblastica acuta”, sottolinea Alessandra Brescianini, ematologa e Medical Director di Amgen Italia. “Nella leucemia linfoblastica acuta abbiamo contribuito all’evoluzione dei percorsi di cura, offrendo nuove prospettive e speranza ai pazienti. Con questo corto vogliamo anche riconoscere il valore dell’impegno della comunità scientifica e di tutti coloro che operano in sanità e che, ogni giorno, fanno concretamente la differenza”, aggiunge. Una differenza che significa speranza e vita.
Non è usuale vedere la salute, e una malattia come le leucemia, in un contesto come quello del Festival di Cannes. “Abbiamo scelto di usare questo linguaggio perché dietro la malattia, la ricerca e la scienza ci sono le storie di persone e famiglie. Usare un film per raccontare queste storie vuol dire utilizzare un linguaggio universale”, racconta Lauri Lindgren, presidente e Ad di Amgen Italia. Le parole della scienza possono essere complesse, mentre le emozioni toccano il cuore. “Per noi questo è importante, perché dà senso al lavoro che facciamo in Amgen ogni giorno”.
Sangue bianco è prodotto da Orange Branded e sarà disponibile online sul sito www.amgen.it dopo la presentazione.


