All’improvviso le palpebre si fanno pesanti e, senza accorgercene, cadiamo nell’abbraccio di Morfeo. Se però il sonno non arriva a letto o in poltrona, ma durante un’appassionante partita di tennis, una conferenza o perfino una seduta del Parlamento o un incontro alla Casa Bianca, il rischio è che il pisolino non sfugga alle telecamere. È celebre il caso del presidente della Lazio Claudio Lotito, che pure qualche tempo fa a Dazn ha assicurato di chiudere gli occhi per concentrarsi (“Le persone pensano che io stia dormendo, ma in realtà ascolto tutto”, ha affermato il senatore). Di certo, non è un unicum: dopo il celebre pisolino di Joe Biden alla Cop26 anche Donald Trump, qualche mese fa, è stato pizzicato con gli occhi chiusi nello Studio Ovale. Ma che cosa sono questi episodi di micro-sonno in pieno giorno e quando la sonnolenza diurna deve preoccuparci?
“Tendenzialmente la sonnolenza diurna eccessiva e i piccoli attacchi di sonno sono legati a un cattivo riposo notturno”, spiega a LaSalute di LaPresse il neurologo Giovanni Fabbrini, ordinario di Neurologia e direttore del Dipartimento di Neuroscienze umane alla Sapienza di Roma. E il cattivo riposo notturno ha una prima causa interessante e sottovalutata: “Le apnee ostruttive notturne, di cui spesso non si è nemmeno consapevoli e che sovente vengono segnalate dal partner, sono la prima causa di sonnolenza diurna eccessiva e degli addormentamenti improvvisi, incluso il cosiddetto colpo di sonno che può provocare anche incidenti stradali”, segnala lo specialista del Policlinico Umberto I.
Farmaci, alimenti e alcol: gli effetti sul sonno
D’altra parte anche l’età non aiuta: ad alterare il sonno notturno possono essere anche i risvegli per andare in bagno o l’eccesso di sedentarietà durante la giornata, nemica del riposo. Ma le possibili cause dei micro-sonni sono molteplici: “Se si usano farmaci ipnoinducenti con un’emivita troppo lunga, questi possono avere un effetto residuo durante il giorno, facilitando gli attacchi di sonno. Ma dobbiamo considerare anche l’alimentazione eccessiva e il consumo di alcol: ecco allora che i fenomeni di sonnolenza possono verificarsi dopo il pranzo o in orari ben definiti”, aggiunge il neurologo.
La monotonia e le sindromi endocrine
Anche “stanchezza, noia e monotonia legate a ciò che si sta facendo possono favorire il fenomeno, tanto che ci sono delle scale per valutare la sonnolenza diurna eccessiva collegate proprio alla monotonia – aggiunge lo specialista – Ad esempio il fatto di viaggiare come passeggero accanto a qualcuno che guida, o di assistere a un evento noioso”. Sul fronte delle patologie “esistono poi delle sindromi endocrine caratterizzate da alterazioni dell’ipotalamo, il regolatore del nostro ritmo sonno-veglia. Poi c’è la narcolessia, nota patologia che causa addormentamenti improvvisi: ma in questo caso si tratta di crolli repentini nel sonno, spesso associati a perdita del tono muscolare, con manifestazioni cliniche piuttosto clamorose”, dice Fabbrini.
Quando preoccuparsi? “Il fenomeno va valutato, perché può portare a conseguenze pericolose, come appunto per il colpo di sonno mentre si guida. La prima analisi da fare è quella sulla qualità del sonno notturno, perché spesso questi disturbi sono trascurati e non diagnosticati, mentre esistono terapie adeguate. Eccesso di peso, alimentazione irregolare, consumo eccessivo di alcolici vanno considerati, tenendo conto del fatto che le apnee notturne si associano a pressione alta e altri problemi cardiovascolari”, conclude Fabbrini.

