Troppo sale a tavola per gli italiani: nonostante i progressi degli ultimi anni il consumo in media resta superiore ai livelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità. Lo dicono i dati preliminari di Italian health examination survey, diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) in occasione della Settimana mondiale di sensibilizzazione per la riduzione del consumo alimentare di sale.
Consumo eccessivo di sale: i numeri
Tra i 35 e i 74 anni, infatti, gli uomini consumano in media 9,3 grammi di sale al giorno, mentre le donne arrivano a 7,1 grammi. Valori oltre il limite consigliato dall’Oms di 5 grammi quotidiani. Solo l’11% degli uomini e il 24% delle donne riescono a non superare la soglia raccomandata.
Nell’ultimo decennio si sono però registrati dei miglioramenti: tra il 2008-2012 e il 2018-19 il consumo medio di sale nella popolazione adulta italiana è diminuito di circa il 12%. L’Istituto superiore di sanità ricorda che ridurre il sale nell’alimentazione “è fondamentale per prevenire ipertensione, malattie cardiovascolari e altre condizioni come tumori, patologie renali e osteoporosi”.
Cinque azioni consigliate
Sono cinque le azioni concrete per ridurre il consumo di sale, raccomandate anche dalla World action on salt, sugar and health. Fare ricorso a erbe aromatiche e spezie, ad esempio. Ma anche scolare e risciacquare verdure e legumi e mangiare più frutta e verde fresca.
Anche le etichette possono fornire un suggerimento importante per evitare prodotti troppo salati. Infine ridurre il sale nella preparazione dei cibi e non mettere a tavola sale e salse salate, perché la tentazione è sempre dietro l’angolo.

