I gruppi assembleari di Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Lista Ricci e Progetto Marche Vive hanno depositato, oggi, alla Regione Marche la richiesta “per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta che faccia luce sulle responsabilità politiche del Plasmagate“. L’annuncio in una nota congiunta. Lo scandalo che da settimane tiene con il fiato sospeso i cittadini e soprattutto i donatori, arriva alla prima svolta. “L’iniziativa – si legge – segue i dati emersi dagli ultimi accessi agli atti: tra l’11 e il 21 marzo, all’ospedale di Ancona, sono state eliminate 323 sacche di plasma per il mancato rispetto dei tempi tecnici di lavorazione. È solo la punta dell’iceberg: i documenti segnalano altre 1.300 sacche in un limbo tecnico, destinate con ogni probabilità alla stessa sorte” a causa del collasso operativo del sistema.”.
Nel mirino il Dirmt
Carte arrivate sulla scrivania del presidente regionale, Francesco Acquaroli, che però ha già confermato la posizione dell’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro. L’accusa che fa la minoranza è il tentativo di “scaricabarile nei confronti del personale tecnico e sanitario”. Per questo alla Giunta viene espressa la necessità di un organismo imparziale, con il coinvolgimento di tutti i gruppi del Consiglio regionale. Sotto la lente il ruolo del Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale, la struttura chiamata a garantire la sicurezza delle attività e l’autosufficienza di emocomponenti: “Siamo di fronte al cedimento dell’intera catena di comando”, accusano. “La Regione sarà costretta a ricomprare sul mercato internazionale farmaci salvavita che avevamo già in casa, sprecando risorse pubbliche per rimediare a errori evitabili”.
Una crisi già annunciata
Sempre nella nota, i gruppi di opposizione ricordano che l’allarme fosse scattato già da tempo: “L’Officina di Torrette soffre di cronico sottodimensionamento del personale, che ha causato un imbuto produttivo esploso quando i flussi di raccolta hanno superato la capacità di lavorazione. Tutto questo ha vanificato l’impegno di volontari e donatori. Nonostante gli allarmi di Direzione, AVIS e sindacati, la Regione ha imposto di proseguire la raccolta a pieno ritmo, ignorando le criticità logistiche. Per questo chiediamo che la Commissione d’inchiesta accerti ogni responsabilità entro il 30 settembre 2026, restituendo dignità a un settore vitale segnato da una gestione inadeguata”.

