A Pasqua tre giorni di calorie in un pranzo: i consigli del nutrizionista

A Pasqua tre giorni di calorie in un pranzo: i consigli del nutrizionista

I consigli del nutrizionista per godersi il pranzo di Pasqua senza eccessi e rischi per la salute.

Le feste comandate in Italia sono da sempre sinonimo di convivialità e grandi mangiate. Ma è possibile godersi i piatti della tradizione senza eccessi e rischi per la salute? A pochi giorni dalla Pasqua, LaSalute di LaPresse lo ha chiesto a un esperto in materia: Giorgio Calabrese, professore di Alimentazione e nutrizione umana all’Università del Piemonte Orientale ad Alessandria.

Non esagerare con le porzioni

“A Pasqua non bisogna rinunciare al gusto, ma è importante non esagerare con le porzioni. Meglio iniziare con antipasti leggeri a base di verdure e proteine magre, come uovo sodo, prosciutto crudo o bresaola”, spiega Calabrese. Per molti è abitudine consolidata, sia a Pasqua che a Natale, saltare il pasto che precede la grande abbuffata. Ma si tratta di un errore: “La colazione dovrebbe restare quella abituale, il pranzo può essere più abbondante del solito, mentre per cena ci si può mantenere leggeri con un’insalata accompagnata da tonno o uovo sodo”, chiarisce l’esperto.

Puntare sulla qualità

Le feste sono spesso vissute come un momento di libertà e di strappo alle regole della sana alimentazione. “È naturale concedersi qualche trasgressione, meglio se a tavola piuttosto che con fumo o alcol. Tuttavia, trasgredire non significa abbuffarsi: vuol dire piuttosto concedersi piatti della tradizione, magari meno presenti durante l’anno, puntando sulla qualità più che sulla quantità“, sottolinea il professor Calabrese.

“Dopo un pranzo pasquale con antipasti, lasagna, pesce o agnello e dolce, è meglio evitare di tornare a mangiare la colomba nel pomeriggio. Si può optare piuttosto per qualcosa di leggero, come frutta fresca, come fragole o mandarini oppure un po’ di frutta a guscio”, suggerisce ancora Calabrese.

“Antipasti intelligenti”

Anche gli antipasti possono essere “intelligenti”, puntando soprattutto sulle verdure: crude, grigliate o in pinzimonio. “In questo modo si inizia a riempire lo stomaco e si arriva alle portate successive con meno fame. Se poi non si vuole rinunciare ai salumi, meglio optare per quelli più magri”.

Quanto è concreto il rischio di ingrassare durante le feste? “Un pasto eccessivamente abbondante come quello di Pasqua può contenere le calorie che si assumono in tre giorni normali. C’è chi tende a lasciarsi andare e, nel giro di due giorni, può accumulare un aumento di peso paragonabile a quello che spesso si registra nell’arco di un’intera settimana durante le festività natalizie. Le abbuffate, infatti, possono portare anche a un aumento di uno o due chili”.

Sfruttare gli avanzi

A Pasquetta è meglio evitare di cucinare di nuovo sfruttando gli avanzi del giorno prima: “Vale la regola del cucinare una volta per mangiare due. La Pasquetta è un momento conviviale, perfetto per consumare ciò che è rimasto. Ad esempio, la pasta avanzata può essere ripassata in padella: in questo modo si abbassa l’indice glicemico e si riduce la risposta insulinica. Non significa che le calorie diminuiscano – conclude – ma che vengono assorbite in modo più graduale, evitando picchi di insulina”.

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