L’arresto cardiaco improvviso può colpire anche chi si trova in viaggio. Basti pensare che, secondo le stime, si verificano circa 60.000 episodi di questo tipo ogni anno, quasi uno ogni 9 minuti. E ogni giorno milioni di persone usano i mezzi pubblici. A fare la differenza in questi casi è la tempestività del soccorso. Se ne è parlato a Roma al convegno ‘Proteggere chi viaggia – Soccorso di Emergenza, responsabilità e diritti’, nella sala della Protomoteca in Campidoglio, organizzato dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti, dall’International Training Center Squicciarini Rescue e dalla Società Italiana Sistema 118 (Sis 118).
“Le parole chiave in questi casi sono due – sottolinea il presidente Sis 118 Mario Balzanelli – mobilità cardioprotetta. L’obiettivo strategico da raggiungere è garantire che chiunque vada all’improvviso in arresto cardiaco su un mezzo di trasporto pubblico riceva, con immediatezza, un massaggio cardiaco ininterrotto, e qualora sia indicata anche la scarica elettrica erogata da un defibrillatore, entro e non oltre i primi 3 minuti dalla insorgenza dell’evento”.
Perché il fattore tempo fa la differenza tra la vita e la morte. Ma in città anche la variabile traffico entra in gioco. E allora? Nel corso dell’incontro – cui hanno partecipato fra gli altri il sindaco Roberto Gualtieri, Licia Ronzulli, vice presidente del Senato e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini – le autorità sono state coinvolte in una breve esercitazione, effettuata con l’ausilio di manichini e guidata proprio da Balzanelli insieme a Marco Squicciarini, medico coordinatore attività di formazione BLSD del ministero della Salute.
Il video e la proposta
Un video realizzato da SIS118 ha mostrato la simulazione di un arresto cardiaco improvviso occorso in un bus di linea equipaggiato con defibrillatore, con il paziente rianimato con successo da astanti guidati per telefono dalla Centrale Operativa 118.
E allora? Per Balzanelli è essenziale “assicurare a bordo di qualunque mezzo di trasporto pubblico la presenza di un defibrillatore, facendo sì che l’autista sia periodicamente formato, addestrato e certificato in rianimazione cardiopolmonare di base e defibrillazione precoce. Raggiungere questi due obiettivi strategici sarà fondamentale, per creare una base formidabile in grado di contrastare l’arresto cardiaco improvviso”.

