Stando al report ‘I numeri del cancro in Italia 2024’ sono stati circa 12.900 i nuovi casi di melanoma nel nostro Paese, con una prevalenza maggiore tra gli uomini (poco più di 7.000) rispetto alle donne (quasi 5.900). Un tema caldo dopo l’annuncio del leader di Italia Viva Matteo Renzi, che ha comunicato di aver rimosso un melanoma, lanciando sui social un appello per la prevenzione.
Ebbene, l’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) segnala che negli ultimi 10 anni le diagnosi sono cresciute del 17%. Tra le cause, l’esposizione ai raggi UV, sia quelli naturali che prodotti dalle lampade abbronzanti, l’invecchiamento della popolazione, ma anche il miglioramento delle tecniche diagnostiche, che consentono di individuare anche melanomi molto piccoli e quindi di scoprire casi di tumore che prima non sarebbero stati identificati.
Un tumore ‘visibile’: i segni da non sottovalutare
Ma come origina il melanoma? La chiave si cela nei melanociti, le cellule che producono la melanina (il pigmento che dà colore alla pelle). Che abbia inizio come una macchia della pelle o a partire da un neo, questo tipo di cancro si manifesta chiaramente.
“È quindi importante conoscere e riconoscere i primi segni sospetti: l’asimmetria, i bordi irregolari, il colore disomogeneo, le dimensioni superiori ai 6 millimetri e le variazioni nel tempo”, raccomanda l’Airc ricordando i segnali d’allarme racchiusi nella sigla ABCDE. La diagnosi precoce del melanoma è infatti cruciale per evitare la rapida diffusione di metastasi.
Terapie sempre più efficaci e promesse della ricerca
La buona notizia è che oggi la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi supera l’88% negli uomini e il 92% nelle donne. A fare la differenza le immunoterapie, che stimolano il sistema immunitario contro il tumore, e altre terapie mirate, che bloccano specifiche mutazioni come BRAF.
Fino al 2010 contro il melanoma c’era solo il bisturi. “Era considerato una malattia quasi incurabile: quando la chirurgia non funzionava, purtroppo, non c’era nient’altro che potesse aiutare” ha ricordato Paolo Ascierto, direttore del Dipartimento di melanoma e tumori della cute, immunoterapia oncologica e sperimentale e terapie innovative dell’Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli, guru della ricerca del settore.
“Oggi, grazie a terapie mirate e immunoterapie, possiamo ottenere la guarigione nel 50% circa dei pazienti con malattia metastatica”. E proprio dal Pascale si aspettano i risultati della sperimentazione del vaccino anticancro a mRNA per la cura del melanoma, ormai in fase III.

