Quando la tecnologia aiuta l’intimità. È il caso della nuova app per smartphone – non ancora disponibile in Italia – progettata per aiutare gli uomini a rallentare a letto, per un sesso più soddisfacente per la coppia. Come? Affrontando – con discrezione ma anche strategie evidence based- le cause psicologiche alla base dell’eiaculazione precoce.
I dati dello studio Climacs condotto sull’app Melonga® sono presentati al Congresso annuale dell’Associazione Europea di Urologia (Eau26) a Londra. Si tratta del primo studio a testare un approccio digitale per il trattamento dell’eiaculazione precoce a domicilio.
Come funziona l’app ‘salva sesso’
Ma come funziona questo metodo? L’app insegna agli uomini diverse tecniche terapeutiche, fornendo consigli ed esercizi ideati da urologi e psicologi, oltre a informazioni basate su evidenze scientifiche sull’eiaculazione precoce.
In pratica, l’applicazione offre un percorso di ‘allenamento’ guidato per aiutare gli uomini a gestire l’eccitazione e ad avere un maggiore controllo durante il sesso. “Circolano molte informazioni, spesso anche errate, per gli uomini che soffrono di eiaculazione precoce. Questa app – ha spiegato Giorgio Russo, professore associato di Urologia presso l’Università di Catania e presidente dell’Ufficio Giovani Urologi Accademici dell’Eau – è stata ideata da urologi e psicologi come nuovo strumento per riunire i consigli più efficaci in un’unica risorsa, facilmente accessibile, affidabile e basata su evidenze scientifiche”. Da portare comodamente in tasca.
Non solo. La ricerca “dimostra che l’app è in grado di trattare completamente quasi un quarto dei pazienti, un risultato straordinario considerando che questi uomini sono stati seguiti senza farmaci. Credo che sarebbe interessante approfondire questa ricerca con uno studio più ampio e valutare l’impatto dell’approccio digitale sulla soddisfazione delle partner, oltre che degli utenti stessi”, ha aggiunto Russo.
Cosa offre il programma e i numeri del problema
L’eiaculazione precoce è un problema piuttosto comune: colpisce fino al 30% degli uomini, ma lo stigma è forte: solo il 9% cerca l’aiuto del medico. Ma di che tempi parliamo? I pazienti in genere eiaculano entro 60 secondi dalla penetrazione. Le cause sono complesse e includono problemi di relazione e fattori psicologici come ansia, stress e depressione. In molti casi, poi, questo fenomeno alimenta l’ansia da prestazione e può influire sulle relazioni.
Mindfulness, training per la consapevolezza dell’eccitazione e terapia cognitivo-comportamentale, nonché esercizi fisici per migliorare il controllo al momento del piacere sono all’interno del programma dell’app.
Lo studio
Il lavoro condotto in Germania ha verificato se le informazioni e le tecniche insegnate tramite l’app potessero influire sui tempi di eiaculazione. I ricercatori hanno reclutato 80 uomini senza altre patologie preesistenti, coinvolgendoli in un programma di 12 settimane.
A ciascuno di loro è stato somministrato un questionario sulla salute relativo alle esperienze fisiche e psicologiche durante il sesso ed è stato chiesto loro di utilizzare un cronometro per misurare il tempo tra penetrazione ed eiaculazione. Dopo 12 settimane, agli uomini del gruppo di controllo – che non avevano ricevuto alcun altro supporto per gestire questa condizione – è stata offerta l’app. Dopo 12 settimane in 66 avevano concluso lo studio.
I risultati
Ebbene, alla fine del monitoraggio per gli utenti dell’app il tempo tra la penetrazione e l’eiaculazione era raddoppiato, con un aumento medio di 64 secondi (da 61 a 125 secondi). Gli uomini del gruppo di controllo hanno registrato un aumento medio di 0,5 secondi.
Non solo: gli utenti dell’app hanno riportato un significativo miglioramento del controllo dell’eiaculazione durante il sesso, una riduzione delle preoccupazioni e un significativo miglioramento nella qualità della vita correlata alla sessualità, come il piacere e la fiducia in sé stessi. Addirittura il 22% degli uomini che hanno utilizzato l’app non soffriva più di eiaculazione precoce, secondo quanto riportato dagli stessi partecipanti alla fine dello studio.
“Molti uomini non cercano aiuto a causa della vergogna associata a questa condizione. Il nostro studio – racconta Christer Groeben dell’Università di Marburgo e della Facoltà di Medicina di Heidelberg, in Germania – dimostra che, come strumento da utilizzare a casa, questa app può aiutare gli uomini a migliorare il controllo dell’eiaculazione e a raggiungere una vita sessuale soddisfacente senza perdere la spontaneità”.
D’altra parte “le terapie farmacologiche disponibili sono progettate solo per trattare i sintomi, non la causa, il che significa che molti uomini le interrompono dopo un po’”, aggiunge Groeben. Andare dal medico per chiedere aiuto per questo problema può essere difficile. “Quindi un’app come questa può contribuire a colmare questo divario, normalizzando la condizione e presentandola come curabile”. I risultati finali dello studio dovrebbero essere pubblicati entro la fine dell’anno. L’app è già disponibile in Irlanda, Germania, Austria, Lussemburgo, Liechtenstein e Belgio.

