Apnee del sonno, perché la formazione dei medici va rafforzata

Apnee del sonno, perché la formazione dei medici va rafforzata
(AP Illustration/Peter Hamlin)

I risultati del sondaggio: medici poco preparati sulle apnee ostruttive del sonno e patologia sottodiagnosticata.

Le apnee ostruttive del sonno sono sempre più presenti nella pratica clinica, ma la preparazione dei medici sulla patologia resta limitata. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da SaluteIN tra i professionisti sanitari italiani per analizzare conoscenza, percezione e gestione clinica della sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osas), disturbo diffuso ma ancora largamente sottodiagnosticato.

Le apnee ostruttive del sonno

Le apnee ostruttive del sonno sono interruzioni temporanee della respirazione durante il sonno, causate dal collasso delle vie aeree superiori. Episodi che provocano risvegli brevi, sonnolenza diurna, affaticamento e aumentano il rischio di ipertensione, malattie cardiovascolari e metaboliche.

Il sonno entra sempre più spesso nell’anamnesi dei pazienti: il 38,2% dei medici dichiara di chiedere spesso “come dorme” durante la visita, mentre il 21,6% lo fa sempre. Il tema resta ancora marginale per il 33,5%, che affronta la questione solo occasionalmente, mentre il 6,7% ammette di non porre mai la domanda.

Medici poco preparati 

Il nodo principale riguarda però la formazione. Quasi la metà dei medici (45,4%) si considera poco preparata sulle Osas, mentre il 43,3% si ritiene abbastanza preparato. Solo una minoranza dichiara un livello di competenza elevato: il 6,1% si definisce molto preparato e appena l’1,5% esperto.

Una patologia sottodiagnosticata 

Anche sul piano diagnostico emerge una situazione non ancora consolidata. Il 51,6% dei medici ha prescritto almeno una volta una polisonnografia per sospetta Osas, mentre il 48,4% non lo ha mai fatto. 

Un dato che suggerisce come la patologia, nonostante la crescente attenzione scientifica, resti in parte sottodiagnosticata, nonostante il legame ormai accertato con patologie cardiovascolari e metaboliche e con il rischio di incidenti dovuti alla sonnolenza diurna.

Per Stefano De Lillo, vicepresidente dell’Ordine dei medici di Roma, “quella delle apnee notturne è una patologia clinicamente e socialmente importante, purtroppo poco attenzionata dai pazienti, che molto spesso non ne conoscono neppure l’esistenza”. Il sondaggio, aggiunge, mostra anche che “i medici non focalizzano come dovrebbero una patologia dalle complicanze di assoluta rilevanza”.

Rafforzare la formazione

La soluzione risiede quindi nel rafforzamento della formazione e della sensibilizzazione sulla medicina del sonno, favorendo percorsi diagnostici più tempestivi e una maggiore integrazione tra medicina generale, specialisti e centri dedicati.

“In questo contesto diventa fondamentale diffondere una maggiore cultura del sonno tra i professionisti della salute”, sottolinea Domenico Ciavarella, presidente della Società italiana di medicina del sonno odontoiatrica (Simso). “Solo così diagnosi e gestione dell’Osas potranno diventare sempre più tempestive ed efficaci, con benefici concreti per la qualità di vita dei pazienti”.

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