La longevità è un business, occhio alle trappole mentre la scienza va avanti

La longevità è un business, occhio alle trappole mentre la scienza va avanti

Dalla gestione etica della salute per un invecchiamento sano a un mercato di promesse: la sfida della longevità.

Dalle diete al digiuno, passando per trattamenti purificanti, integratori, test genetici. “Dopo la pandemia intorno alla longevità si è accesa un’attenzione globale. E purtroppo il mercato della longevità ha risposto, spostando l’attenzione dalla gestione etica della salute per un invecchiamento sano a un business fatto di paure e promesse spesso non realizzabili”. Parola di Giovanni Scapagnini, nutrizionista, neuro gerontologo e vicepresidente SINUt, Società Italiana di Nutraceutica, che ne ha parlato con LaSalute di LaPresse a margine del convegno ‘Vivere meglio, vivere più a lungo. Le opportunità cliniche contro i falsi miti’, organizzato a Roma da Salvatore Pennisi, medico specializzato in medicina funzionale e dei sistemi integrati. 

“Solo attraverso la conoscenza dei meccanismi molecolari, biochimici e fisiologici è possibile far funzionare a lungo questa macchina (il nostro corpo, ndr) progettata per essere perfetta”, ha spiegato Pennisi. “Confondere il desiderio di vivere più a lungo con quello di vivere meglio è un errore” che apre la strada alle sirene dei falsi miti.

Negli ultimi anni la ricerca ha chiarito molti aspetti dell’invecchiamento, legato a fenomeni come l’infiammazione cronica di basso grado e al declino della funzione mitocondriale, alla perdita di flessibilità metabolica, all’accumulo di cellule senescenti e al peggioramento dei sistemi di riparazione e resilienza. 

“Il passaggio dalla sperimentazione alla parte clinica è però in fase iniziale, anche se i risultati sembrano molto promettenti”, ha detto Scapagnini. “Dobbiamo avere un po’ di pazienza per tradurre la scienza in protocolli efficaci. Oggi in Italia l’aspettativa di vita ha ricominciato a salire, ma quella di una vita in salute no. Allontanarci dalle patologie croniche non è un vezzo, ma è importantissimo mantenere un approccio etico: la longevità viene venduta come un farmaco da banco e non va bene”. 

I test del Dna tra geni e metilazione

L’Italia d’altra parte vanta un drappello di 23.500 centenari. Ma qual è il peso dei geni sull’invecchiamento? Per Giuseppe Novelli, ordinario di Genetica medica di Tor Vergata e presidente Fondazione Lorenzini di Milano, è bene essere chiari: “Non c’è un unico gene della vecchiaia. Studiando Maria Branyas, spagnola morta a 117 anni che ha lasciato il corpo all’Università di Barcellona, sono emerse cose interessanti: i geni contano, ma non sono determinanti. A fare la differenza è l’epigenetica, il vestito che riveste i geni in base allo stile di vita”.

“Ebbene, l’esercizio aumenta dei fattori biologici detti eserchine, derivati dall’attività fisica. Inoltre la centenaria spagnola aveva una quota di Dna metilato in alcune zone chiave: dove c’è una ipermetilazione si vive più a lungo, come accade allo squalo della Groenlandia che supera i 400 anni”, ha aggiunto Novelli.

La longevità è un business, occhio alle trappole mentre la scienza va avanti
Giuseppe Novelli

“Capire questi meccanismi significa gettare le basi per un intervento che ci porti a vivere più a lungo in salute”, ha detto Novelli a LaPresse. “La vera medicina della longevità non si riduce a un’analisi del Dna, ma si fonda su una valutazione olistica dell’individuo: i dati genetici rappresentano un tassello, non la risposta definitiva. Non siamo fatti con lo stampino, e oggi sappiamo che l’influenza dell’ambiente inizia prima del concepimento”.

Focus sulle cellule che invecchiano

Come ha spiegato Carlo Alberto Redi, biologo cellulare, ordinario di Zoologia all’Università di Pavia, presidente comitato di Etica Fondazione Veronesi, e Accademico dei Lincei, la senescenza cellulare è il vero innesco dei processi di invecchiamento.

“La senescenza cellulare è oggi riconosciuta come uno specifico stato indotto sia da fattori esogeni che endogeni e caratterizzato in particolare dal blocco del ciclo cellulare, l’espressione delle proteine inibitrici la kinasi ciclino dipendente, l’attività della b-galattosidasi”. Dallo studio di queste sostanze, ha detto Redi, arriveranno indicazioni preziose “per lo sviluppo di interventi mirati a bloccare selettivamente le differenti senescenze cellulari”.

Dal canto suo Ennio Tasciotti, direttore del Programma Longevità Umana all’Irccs San Raffaele Roma, ha focalizzato l’attenzione sulle centrali elettriche della cellula: i mitocondri. L’equilibrio dello stress ossidativo è fondamentale poiché, se i livelli sono in eccesso l’integrità richiede un approccio clinico, rigoroso, lontano da soluzioni di benessere superficiali. 

“Inquadrare il metabolismo mitocondriale e lo stress ossidativo come componenti strutturali dell’invecchiamento offre una base rigorosa per distinguere gli interventi fondati sull’evidenza dagli approcci eccessivamente semplicistici nella scienza della longevità. Preservare l’integrità mitocondriale è un requisito centrale per mantenere la funzione cellulare e la resilienza tissutale nel corso della vita”, dice Tasciotti.

Il ‘secondo cervello’, la pelle e la longevità

E come la mettiamo con il microbiota? “Conoscere gli aspetti correlati all’enterofenotipo ci permette di  aumentare il livello di comprensione dell’impatto dell’intestino sulla longevità, riconducendo il ruolo centrale del microbiota intestinale alla risposta a quegli eventi perturbativi che lo possono  influenzare, quali stili di vita, trattamenti farmacologici, cicli circadiani, fumo di sigaretta”, ha detto Lorenza Putignani, direttore dell’Unità Microbiomica presso l’Ospedale Pediatrico del Bambino Gesù di Roma. 

Ma anche “la dermatologia sta guadagnando un ruolo centrale nella medicina della longevità, con una particolare attenzione alla dermocompatibilità e alla possibilità di suggerire comportamenti mirati alla prevenzione. Promuovere e tutelare la salute della pelle, non solo per migliorare l’aspetto estetico, rappresenta una progettualità fondamentale per custodire e salvaguardare la salute dell’intero organismo durante il cammino biologico della vita, specie quando questa si allunga”, ha concluso Pucci Romano, medico specialista in dermatologia, presidente Skineco Associazione Internazionale di Ecodermatologia.

Questi sono solo alcuni dei capitoli dell’enciclopedia della longevità, una sfida per la scienza ma anche per i semplici cittadini, che devono imparare a filtrare le notizie per fare scelte consapevoli e tutelare il più a lungo possibile la propria salute.

© Riproduzione Riservata