I 5 pilastri per ritrovare il benessere e costruire longevità

I 5 pilastri per ritrovare il benessere e costruire longevità
Annamaria Acquaviva

Parte dall’epigenetica il metodo sviluppato da Acquaviva per spegnere lo stress e costruire longevità. Tre le insidie da cui guardarci.

“Il Dna che riceviamo alla nascita è come un libro in cui le pagine sono già scritte. Ma noi, con le scelte di tutti i giorni, possiamo decidere quali vogliamo leggere, influenzando così non solo il nostro benessere e la longevità, ma anche quello della nostra prole”. Parte dall’epigenetica – che ci dice come lo stile di vita può spegnere o accendere l’espressione dei geni e incidere su salute e malattia – il metodo sviluppato e tradotto in pratica da Annamaria Acquaviva, dietista, nutrizionista e farmacista, ideatrice di un approccio basato su 5 pilastri per ritrovare il benessere psicofisico. 

Travolti dalla quotidianità? La via della longevità è fatta delle scelte giuste

Lo stile di vita moderno ci travolge trasformandoci, spesso, in criceti dentro una ruota. “Ma dovremmo puntare a un reset: oggi sappiamo che qualsiasi obiettivo di salute può essere raggiunto, se puntiamo a un approccio integrato”, assicura Acquaviva a LaSalute di LaPresse.

Il suo metodo è descritto nel libro ‘HealthRevolution. I 5 pilastri della salute. Benessere e longevità secondo il Metodo Acquaviva’ (Tecniche Nuove). E combina “nutrizione funzionale, armonia interiore e benessere cognitivo, attività fisica, un sonno appagante con l’integrazione nutrizionale e cosmetica”, sintetizza l’esperta.

Un percorso che si può fare con o senza una guida

Una strategia che si può mettere in pratica anche da soli, armati di buona volontà. “In modo autonomo ciascuno di noi può ottimizzare la propria vita, ad esempio allineandoci con i ritmi circadiani. La vita moderna talvolta ci ostacola in questo. Ma bisogna dire – aggiunge Acquaviva – che c’è chi ha bisogno di avere una guida in questo percorso, specie se fa i conti con una patologia come l’obesità o l’insonnia”.

“Faccio un esempio: se devo perdere peso, ma soffro anche di fame compulsiva, dovrò lavorare sulla nutrizione ma allo stesso tempo anche sull’armonia interiore. Devo dire che ho la fortuna di poter applicare il mio metodo a Palazzo di Varignana, un resort sulle colline bolognesi, circondato da boschi prati e un’azienda agricola che produce un olio evo pluripremiato”.

“Da qui i prodotti diventano i protagonisti dei piatti serviti nei nostri ristoranti. Abbiamo poi una Spa di 4mila metri quadri, giardini ornamentali e strutture pensate per offrire una serie di programmi personalizzati in base alle necessità”. Il tutto a partire dalla nutrizione funzionale, un approccio che sottolinea l’importanza degli alimenti di alta qualità e la diversità dei fitonutrienti per affrontare gli squilibri clinici e portare verso la massima espressione della salute e della longevità.

Tre errori che minano la longevità

Ma quali sono i peggiori nemici del nostro benessere? Acquaviva ne evidenzia tre: “Il primo è lo stress cronico, che mantiene l’organismo in uno stato di allerta continuo, disallineando il ritmo circadiani, accelerando l’invecchiamento cellulare e impattando sulla salute del cuore, ma anche sugli ormoni, sul sonno e sulle difese immunitarie”.

Ecco allora perché è così importante “ritrovare la calma: ci permette di riattivare meccanismi naturali di recupero e longevità. In questo caso ho creato un programma ad hoc che integra attività di mindfulness”. 

Il potere di un buon riposo

Un altro errore è trascurare il sonno, “fondamentale per la nostra salute. In questa fase – ricorda la specialista – il corpo ripara i tessuti, riequilibra gli ormoni, consolida la memoria. Dobbiamo prenderci cura del nostro riposo, perché se è frammentato tutti questi processi sono interrotti. Insomma, dormire bene è il più potente strumento naturale di rigenerazione”.

Ma se “la luce blu dei device diventa un’insidia, capace di ostacolare la produzione di melatonina, un aiuto arriva dalla tecnologia”, continua Acquaviva. Pensiamo ai bracciali smart o agli Apple Watch dotati di accelerometro che monitora il respiro mentre dormiamo e, se rileva anomalie, invia una notifica, invitando a parlarne con il medico. Il dispositivo permette di analizzare interruzioni, alterazioni nell’orario in cui si va a letto e di mettere in luce eventuali disturbi.

“Oggi le tecnologie ci aiutano a monitorare la qualità del nostro sonno e a individuare eventuali problemi – continua la specialista – Ma il problema è come li usiamo: l’impiego intelligente ci aiuta a ‘fotografare’ la situazione per intervenire in modo mirato. Noi ad esempio facciamo indossare un aptigrafo che ci dà un quadro del sonno Rem, della veglia e del riposo del paziente”.

“Non dimentichiamo che l’uso continuo degli schermi ci mette in una sorta di allerta continua. Il digital detox è una soluzione appropriata – riprende – ma questo non vuol dire diventare talebani. Oggi sappiamo che i dispositivi digitali sono un’opportunità, a patto di utilizzarli in modo intelligente”. 

Tempo per rielaborare e intrecciare relazioni positive

Il terzo nemico della longevità è “lo stile di vita moderno, che non ci dà il tempo di rielaborare quello che è capitato durante la giornata. Così capita di svegliarsi in piena notte con pensieri intrusivi: il nostro cervello scatta e il sonno si deteriora. Il fatto è che abbiamo bisogno di tempo, ma anche di relazioni sociali positive, di dedicarci all’arte o a fare cose che ci aiutano a realizzarci. Purtroppo oggi spesso queste occupazioni non hanno lo spazio necessario. E alla fine le conseguenze si vedono”, conclude Acquaviva.

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