Longevità, dal tennis al nuoto: gli anni di vita guadagnati con l’attività fisica

Longevità, dal tennis al nuoto: gli anni di vita guadagnati con l’attività fisica
Racchetta e pallina in azione durante un torneo di tennis. (AP Photo/Kirsty Wigglesworth, File)

Anni di vita in più per chi pratica determinati sport: focus sull’attività fisica con Giorgio Meneschincheri.

Per chi vuole vivere a lungo la ricetta non può prescindere da tuta e scarpe da ginnastica. L’inattività fisica è infatti uno dei principali fattori di rischio per la mortalità globale “ed è responsabile di 3,5-5 milioni di decessi ogni anno nel mondo. Morti prevenibili se si raggiungessero livelli adeguati di attività fisica. Eppure oggi circa un adulto su quattro nel mondo non la pratica a sufficienza, e oltre l’80% degli adolescenti non raggiunge i livelli minimi raccomandati”, scandisce a LaSalute di LaPresse Giorgio Meneschincheri, specialista in medicina preventiva presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e docente all’Università Cattolica di Roma.

Ma non tutti gli sport sono uguali. E il tennis, che oltre al fenomeno Jannik Sinner vede numerosi atleti italiani ai primi posti delle classifiche internazionali, sembra avere un ruolo particolarmente benefico, come sottolinea con  il medico, fondatore e presidente di Tennis and Friends.

Le differenze tra gli sport e ‘l’effetto tennis’

“Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato ad analizzare non solo gli effetti dell’attività fisica in generale, ma anche le differenze tra le diverse discipline sportive – puntualizza Meneschincheri – Uno degli studi più interessanti è stato pubblicato su ‘Mayo Clinic Proceedings’: analizzando i dati del Copenhagen City Heart Study, una delle più importanti coorti epidemiologiche europee, i ricercatori hanno evidenziato che alcune discipline sono associate a un incremento significativo dell’aspettativa di vita rispetto alla popolazione sedentaria”. 

In particolare, “posso dire con grande soddisfazione che il tennis è risultato associato a +9,7 anni di aspettativa di vita. Il badminton a +6,2 anni, il calcio a +4,7 anni, il ciclismo a +3,7 anni, il nuoto a +3,4 anni e il jogging a +3,2 anni. Il tennis è quindi lo sport collegato al maggiore incremento di longevità tra quelli analizzati”.

Ma come mai questo effetto così potente? “Può essere spiegato da diversi fattori. Il tennis è infatti uno sport che combina esercizio aerobico e anaerobico, attività intermittente ad alta intensità,  coordinazione neuromuscolare, stimolazione cognitiva, una forte componente sociale. Pensiamo soltanto alle chiacchiere nello spogliatoio, alle battute pre e post partita: è dimostrato che gli sport praticati in contesti sociali possono avere benefici aggiuntivi sulla salute rispetto alle attività individuali, probabilmente grazie agli effetti positivi sulla motivazione, sulla continuità della pratica sportiva e sul benessere psicologico”, dice il medico.

Non solo. “Il tennis ti autolimita: quando sei stanco, smetti. Non ti metti, anche involontariamente, in gara con i compagni”, aggiunge. E in questo modo si evita anche lo stress eccessivo.

Quanta attività fisica fare

Non è solo una questione di movimento, ma anche di tempi. Quanta attività fisica fare per la nostra salute? “Le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità raccomandano agli adulti almeno 150–300 minuti di attività fisica moderata a settimana, oppure 75–150 minuti di attività intensa, associata a esercizi di rafforzamento muscolare. Eppure in Italia i dati dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Istituto Nazionale di Statistica ci dicono che circa un adulto su quattro è completamente sedentario e una quota significativa della popolazione non raggiunge i livelli minimi raccomandati di esercizio”, chiarisce lo specialista.

Gli appuntamenti di Tennis and Friends

Ecco perché “è fondamentale favorire iniziative che favoriscano l’attività fisica nella popolazione”, aggiunge Meneschincheri. Proprio questo è l’obiettivo del progetto Tennis and Friends – Salute e Sport, nato nel 2011 per con l’obiettivo “di promuovere la cultura della prevenzione attraverso lo sport”.

Il progetto, che richiama ogni anno atleti e celebrità del mondo dello sport e della cultura, “rappresenta un modello innovativo di integrazione tra medicina, sport e informazione sanitaria. Attraverso eventi organizzati in diverse città italiane – rivendica il suo ideatore – offriamo screening gratuiti, visite mediche e attività di educazione sanitaria, coinvolgendo medici, istituzioni, università e professionisti dello sport”.

Il prossimo appuntamento è agli Internazionali di tennis a Roma, a maggio. “Seguiranno gli eventi di Napoli, Torino e infine di nuovo a Roma: siamo convinti più che mai che la prevenzione attraverso l’attività fisica rappresenti uno dei pilastri della salute pubblica”, conclude l’esperto.

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