È una “forma rara e grave la meningite tubercolare” che ha colpito una bimba di due anni e mezzo, ricoverata al Sant’Orsola di Bologna in gravi condizioni. A spiegarlo a LaPresse è il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco. “Questa patologia è inizialmente molto subdola, ma il rischio di contagio è basso e la bimba era da un po’ che non andava a scuola”, aggiunge lo specialista.
La piccola paziente, originaria di Santa Sofia in provincia di Forlì-Cesena, è arrivata in ospedale in condizioni critiche. Nell’asilo nido che frequentava sono stati avviate tutte le procedure per evitare possibili contagi. Adulti e bambini sono stati sottoposti a profilassi.
Cos’è la meningite tubercolare e come si cura
“Si tratta di un evento raro ed eccezionale. Quella che ha colpito la bimba non è una meningite da Meningococco, ma da Mycobacterium tuberculosis”, continua Pregliasco. In effetti il patogeno, chiamato comunemente Bacillo di Koch (dal nome del medico tedesco che lo scoprì), nella maggior parte dei casi interessa i polmoni, ma possono essere coinvolte altre parti del corpo. In questo caso, appunto, le meningi.
“Il trattamento della meningite tubercolare prevede una combinazione di antibiotici: isoniazide, rifampicina, pirazinamide ed etambutolo e dura a lungo, anche mesi, insieme a una corticoterapia di supporto”, continua il virologo.
Cosa ci dice questo episodio? “Il messaggio è che la tubercolosi in Italia c’è ancora. Ci sono situazioni da monitorare, ma – chiarisce Pregliasco – il rischio di sanità pubblica legato a questo caso è ridotto. Credo sia importante una comunicazione trasparente, ma senza allarmismo”.

