Salute, Anmed e Uap a Montecitorio per difendere assistenza di prossimità ed equità diagnostica

“Stesse prestazioni, stessi requisiti” è uno degli slogan della campagna presentata oggi da Uap (Unione Ambulatori Poliambulatori Enti e ospedalità privata) e Anmed (Associazione Nazionale di Medicina Diagnostica). L’obiettivo dell’appello, illustrato martedì mattina al ClubHouse Montecitorio, è la creazione di un fronte comune tra le sigle che rappresentano la sanità privata del territorio.
Il valore della diagnosi locale contro la “sanità dei grandi gruppi”: uno dei temi centrali che verranno portati all’attenzione del Ministero della Salute riguarda la sopravvivenza dei laboratori di analisi accreditati.

La categoria lamenta il fatto che le attuali normative (come l’Accordo Stato-Regioni del 2011) impongono soglie di produttività, fissate a 200.000 prestazioni annue, che rischiano di trasformare le strutture locali in meri centri di prelievo, privandole della possibilità di eseguire l’intero processo diagnostico in loco.
Le due sigle puntano all’obiettivo di una sanità che permetta “a tutti i laboratori accreditati, dotati di competenze tecniche e personale qualificato, di gestire le fasi pre-analitica, analitica e post-analitica”.

“Siamo un servizio pubblico. L’accreditato ha gli stessi fondi del pubblico” dichiara a margine la presidente di Uap Mariastella Giorlandino, “Vogliamo mettere l’uomo al centro dell’attenzione ma con i requisiti. Se le strutture accreditate o non accreditate devono rispettare i 420 requisiti della legge 502 del 1992, le farmacie vanno benissimo ma devono adeguarsi ai requisiti. Poi non ci lamentiamo se ad esempio in spazi senza ricircolo d’aria si diffondono i virus. Noi vogliamo una sanità a misura d’uomo”
Come si legge nel comunicato dell’evento: “Si chiede al Ministero un confronto urgente per ristabilire equità tra gli operatori e proteggere la capillarità dei servizi diagnostici, assicurando che la qualità non venga sacrificata sull’altare della produzione massiva”.