Lusso e Sales, le nuove traiettorie di carriera nella filiera Made in Italy secondo Grafton

Lusso e Sales, le nuove traiettorie di carriera nella filiera Made in Italy secondo Grafton
Francesco Manzini, Amministratore Delegato di Grafton (Ufficio stampa)

Dai grandi gruppi ai brand sartoriali, dall’esperienza internazionale al rientro in Italia: Grafton fotografa l’evoluzione delle competenze e delle opportunità nel settore commerciale del lusso

L’evoluzione della filiera del lusso in Italia sta ridefinendo il ruolo dei professionisti e le opportunità di carriera soprattutto nel Sales, ambito in cui il cambiamento si manifesta con maggiore evidenza. A fotografarlo è Grafton, brand globale di Gi Group Holding specializzato in Professional Recruitment, che osserva una trasformazione significativa sia nelle competenze richieste dalle aziende – in particolare nelle realtà piccole e sartoriali del Made in Italy – sia nelle aspettative delle nuove generazioni.

Nel lusso contemporaneo, infatti, la funzione Sales non coincide più con la sola gestione della negoziazione con il cliente, il professionista commerciale oggi deve conoscere la filiera, comprendere i processi produttivi, saper raccontare l’origine dei materiali e tradurre la complessità industriale in valore percepito. La credibilità tecnica è centrale. Cresce infatti la richiesta di figure con background di prodotto, spesso provenienti da ruoli come product manager, capaci di coniugare competenze industriali e visione commerciale.

E se da una parte la conoscenza verticale del prodotto e della filiera rappresenta un requisito imprescindibile, dall’altra è difficilmente trasferibile nel breve periodo. Proprio per questo, le traiettorie di carriera tendono a svilupparsi non per cambio di segmento di mercato, quanto lungo altre direttrici: dall’esperienza all’estero al rientro in Italia, dal passaggio da grandi gruppi a realtà più piccole e sartoriali, dal Nord al Sud del Paese.

Dall’estero all’Italia: il rientro come acceleratore di carriera

La dimensione internazionale continua a rappresentare una leva decisiva di crescita. Secondo Grafton, si registra un aumento della domanda di professionisti con esperienza internazionale, apprezzati per l’autonomia decisionale, la familiarità con standard globali e la conoscenza approfondita di un mercato estero, anche dal punto di vista culturale.

In questo scenario si inserisce un ulteriore fenomeno che Grafton rileva con sempre maggiore frequenza, quello del rientro dei talenti: professionisti e professioniste che, dopo aver maturato esperienze all’estero, scelgono di tornare in Italia. Portano con sé best practice, visione strategica e una mentalità internazionale che contribuisce all’evoluzione e alla competitività delle imprese italiane, qualità che li rendono particolarmente ricercati sul mercato e che spingono le aziende a riconoscere pacchetti retributivi particolarmente attrattivi e ad affidare loro ruoli di maggiore responsabilità.

Inoltre, il rientro dei talenti si collega direttamente a un altro fenomeno, quello dell’internazionalizzazione delle imprese: le aziende investono su profili capaci di presidiare territori complessi, gestire normative e relazioni con player globali e sviluppare reti distributive evolute. Non di rado, professionisti italiani con esperienze maturate all’estero vengono richiamati in Italia per assumere la guida delle sedi internazionali delle aziende italiane, proprio nei mercati di cui conoscono dinamiche, cultura e modelli di business. In queste organizzazioni trovano spazi di responsabilità coerenti con il proprio percorso e una valorizzazione concreta del capitale di esperienza acquisito.

Dal Nord al Sud: la nuova mobilità professionale

Un ulteriore trend riguarda la geografia delle opportunità. Se Milano resta un hub centrale per il settore, cresce il numero di professionisti che valutano percorsi di carriera più vicini al proprio territorio di origine, attratti, oltre che dal riavvicinamento alla famiglia di origine, dalla possibilità di contribuire allo sviluppo di realtà imprenditoriali locali, spesso altamente specializzate e radicate nei distretti del Made in Italy.

Questa scelta si traduce, nella maggior parte dei casi, in un passaggio da grandi gruppi a realtà più piccole e “sartoriali”. A tal proposito, la crescita ricercata dai candidati e dalle candidate con cui ci confrontiamo non è più legata esclusivamente al prestigio del marchio o alla dimensione aziendale, ma anche alla possibilità di assumere un ruolo più strategico in azienda e quindi di generare impatto sul territorio e lungo la filiera. Millennials e Gen Z sono tra le più sensibili a questa dinamica.

“Per queste generazioni – commenta Francesco Manzini, Amministratore Delegato di Grafton – il lavoro non è solo uno strumento di avanzamento professionale, ma un’estensione della propria identità e dei propri valori. Temi come sostenibilità, inclusione, trasparenza, responsabilità sociale e coerenza etica orientano concretamente le scelte di carriera. Grazie alla nostra presenza anche nel Mezzogiorno, osserviamo professionisti e professioniste orientarsi verso realtà del Sud Italia per contribuire attivamente allo sviluppo del territorio. Guidati dalla possibilità di lasciare un segno tangibile nel contesto economico e sociale in cui operano, portano competenze maturate in contesti nazionali e internazionali negli ecosistemi imprenditoriali locali rafforzandone competitività, managerializzazione e capacità di innovazione”.

© Riproduzione Riservata