Il fumo provoca più morti di alcol, droga, incidenti stradali, aids, omicidi e suicidi messi insieme. In Italia, una persona su quattro fuma regolarmente e anche la diffusione tra i più giovani suscita preoccupazione.
Per queste ragioni Aiom, Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom hanno promosso una campagna di raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere l’aumento di 5 euro sul prezzo delle sigarette e di tutti i prodotti da fumo.
Com’è andata in altri Paesi Ue
In altri Paesi europei, l’aumento drastico del prezzo delle sigarette ha consentito di ridurre il numero dei fumatori. In Francia, ad esempio, tra il 2017 e il 2025, il prezzo medio delle sigarette è aumentato da 7,05 a 13 euro. Il numero dei fumatori è passato dal 27% al 18% tra la popolazione adulta. In Irlanda, invece, tra il 2019 e il 2025, il prezzo delle sigarette è salito da 13 a oltre 15 euro e i fumatori adulti sono scesi dal 23% al 18%.
La posizione di Sima
L’iniziativa, secondo i promotori, consentirebbe di recuperare risorse per il Servizio sanitario nazionale. Ma per Sima, la Società italiana di medicina ambientale, prevedere una tassazione specifica per colpire solo i prodotti da tabacco non rappresenta un approccio realmente efficace per la tutela della salute pubblica.
“Non si può ignorare che il tabacco non è l’unico prodotto che grava sulla salute pubblica: i superalcolici, il consumo eccessivo di zuccheri e il cibo spazzatura sono tutti elementi che hanno un impatto significativo sulla salute dei cittadini e sui costi per il Ssn”, sottolinea il presidente Alessandro Miani.
Bisognerebbe quindi “valutare un approccio più completo, che prenda in considerazione una vasta gamma di prodotti potenzialmente nocivi”, prosegue Miani. “In molti altri Paesi, la ‘sin tax’ è stata applicata con successo su diversi prodotti, dai superalcolici alle bevande zuccherate, portando a una riduzione del loro consumo e a un incremento delle entrate pubbliche, destinate a coprire i costi sanitari associati”.
Per il presidente Sima, inoltre, focalizzare l’attenzione sulle sole sigarette rischia di polarizzare il dibattito, alimentando una percezione negativa del consumatore di tabacco rispetto a chi consuma altri prodotti dannosi.
“Il principio di equità fiscale – aggiunge – suggerisce che tutti i prodotti che incidono sulla salute dovrebbero essere trattati in modo proporzionato. Solo così – conclude Miani – si potrà avare un approccio efficace e giusto, per la tutela della salute pubblica e il sostentamento del sistema sanitario”.

