Quando le temperature si abbassano drasticamente, tenere sotto controllo la pressione può diventare complicato: ne sanno qualcosa gli ipertesi, che con il freddo possono vedere i valori salire più del normale, aumentando il rischio di malesseri e complicanze cardiovascolari. “Quando fa freddo, il corpo mette in moto i suoi meccanismi di difesa per mantenere il calore e chi ha problemi di cuore può risentirne”, spiega a LaSalute di LaPresse Eugenio Stabile, ordinario di Cardiologia all’Università della Basilicata e direttore dell’Unità operativa complessa di Cardiologia dell’Ospedale San Carlo di Potenza, illustrando tre suggerimenti utili in questo periodo dell’anno.
La risposta dell’organismo
“Le arterie periferiche si restringono, riducendo il flusso sanguigno a mani e piedi per proteggere organi vitali come il cervello. Poi entra in azione un secondo meccanismo: per produrre più energia e mantenere la temperatura interna, il cuore accelera. La pressione arteriosa aumenta e, in alcuni casi, anche il battito cardiaco, così da portare sangue caldo agli organi principali”, aggiunge Stabile.
Alcune persone, soprattutto chi soffre del fenomeno di Raynaud o di patologie reumatologiche, “possono vedere mani e piedi diventare bianchi o blu a causa della vasocostrizione, con possibile dolore o formicolio”.
Chi è più a rischio
I soggetti più a rischio “sono quelli che soffrono di arteriopatia periferica, di arteriosclerosi cardiovascolare e di alcune patologie reumatologiche: in caso di freddo possono peggiorare i sintomi alle mani e ai piedi, avere ridotta autonomia al cammino o dolore toracico”.
Chi ha problemi alle arterie degli arti inferiori può notare un peggioramento della resistenza al cammino durante i mesi freddi, mentre chi ha coronarie ristrette dall’aterosclerosi può avvertire dolore toracico o angina, perché il cuore deve lavorare di più per mantenere la temperatura e fornire ossigeno agli organi.
I consigli del cardiologo
Per chi soffre di ipertensione, “ridurre al minimo il consumo di sale aiuta a far scendere la pressione: idealmente dovremmo mangiare solo il sale naturalmente contenuto nei cibi”, avverte il professore. “La riduzione di sale è il primo intervento terapeutico con il paziente iperteso. Poi, se si aggiunge attività fisica non estrema, la pressione arteriosa scende ancora. Se inoltre si smette di fumare, lo stesso effetto. Abbassare il consumo di sale equivale all’effetto di un farmaco anti ipertensivo”, conclude.

