Nuova piramide alimentare in Usa, cosa c’è di buono

Nuova piramide alimentare in Usa, cosa c’è di buono
(AP Photo/Jacquelyn Martin)

I dottori anti-bufale analizzano la nuova piramide alimentare ‘made in Usa’

Il rovesciamento della piramide alimentare evidenziato dalle nuove linee guida alimentari varate dall’amministrazione Trump ha fatto storcere il naso ad alcuni esperti di nutrizione e alimentazione. Anche perché a essere stata rovesciata – come ha chiarito il segretario alla Salute Robert Kennedy Jr., che in una nota parla di un ritorno a cibi ricchi di nutrienti: proteine, latticini, verdura, frutta, grassi “buoni” e cereali integrali – è la piramide alla base della dieta mediterranea, riconosciuta come la migliore al mondo per la salute e la prevenzione. 

Ebbene, un po’ a sorpresa a non bocciare del tutto l’operazione dell’amministrazione Usa sono i medici anti-bufale di Dottoremaeveroche.it, il portale contro le fake news della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici). “Analizzandole nel complesso qualcosa di positivo c’è. Se da un lato consumare carne rossa fa male alla salute, dall’altro ridurre il consumo di carboidrati raffinati e di zuccheri come indicato in queste linee guida potrebbe avere dei benefici”, dicono i dottori anti-bufale.

D’altro canto Kennedy ha indicato l’elevato consumo di zucchero e di cibi trasformati nella dieta americana come fattori che contribuiscono agli alti tassi di malattie croniche. 

Che cos’è oggi la dieta mediterranea

Ma torniamo per un attimo alla dieta mediterranea. Non si tratta solo un elenco di cibi, ma di un vero e proprio stile di vita (dal greco diaita), i cui  elementi identificativi sono “il consumo prevalente di olio d’oliva, cereali (come grano, mais, orzo, farro e avena), frutta fresca e secca, verdure e una moderata quantità di pesce, latticini e carne”. Questo modello si basa sul rispetto del territorio e della biodiversità. 

La piramide alimentare mediterranea mette alla base non il cibo, ma la convivialità, la stagionalità, l’attività fisica e i prodotti locali. “Sopra di esse troviamo gli alimenti da consumare nei nostri pasti quotidiani (frutta, verdura e cereali, meglio se integrali), mentre al vertice ci sono quelli da limitare, come carni rosse e dolci. È un’alimentazione che si adatta alle tradizioni locali: l’uso di spezie e l’assunzione di vino o infusi cambiano a seconda delle comunità, ma il cuore resta lo stesso: meno proteine animali e dolci e più fibre vegetali”, ricordano i dottori anti-bufale.

E l’ambiente? La piramide alimentare Usa lo trascura

Le linee guida alimentari dovrebbero anche guardare alla sostenibilità ambientale. “Non è un caso che l’attuale amministrazione americana, negazionista sull’emergenza climatica, non consideri i danni degli allevamenti intensivi di vacche e pollame, inserendoli in cima alla piramide alimentare”, riconoscono i dottori anti-bufale.

Dal punto di vista scientifico “la dieta mediterranea rimane il modello con le evidenze più solide a disposizione. Lo studio PREDIMED, dopo una complessa rianalisi statistica pubblicata nel 2018 per correggere alcuni errori iniziali, ha confermato che questo stile alimentare riduce del 30% il rischio di ictus e infarto in persone ad alto rischio”, evidenziano gli autori di Dottoremaeveroche. Sottolineando però che anche questa dieta ha qualche ombra. Spesso il vero ostacolo non è il portafoglio, ma il tempo. Come ricordano i medici anti-bufale, “alla dieta mediterranea non si addice la fretta”.

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