Sonnolenza dopo pranzo, ecco perché arriva e come evitarla

Sonnolenza dopo pranzo, ecco perché arriva e come evitarla
Photo by: Matthias Bein/picture-alliance/dpa/AP Images

Arriva a tradimento dopo un ricco pranzo: alla scoperta delle cause della sonnolenza postprandiale

L’Epifania ogni festa porta via, ma dopo i pranzi e le cene di questo periodo spesso fatichiamo a tenere gli occhi aperti. Ma perché questa botta di sonnolenza? A chiarire il fenomeno sono i medici anti-bufale di Dottoremaeveroche.it, il portale contro le fake news della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici). Che spiegano come non si tratti della ‘digestione’ che concentra l’afflusso di sangue nello stomaco.

Se fosse vero, infatti, “avremmo sonno anche durante l’attività fisica, quando il maggior afflusso di sangue è diretto ai muscoli”. Nel mirino piuttosto “la combinazione di pietanze ricche di carboidrati e grassi, il consumo di alcol, gli orari disordinati: provocano stanchezza, torpore e interferiscono con il ciclo sonno-veglia. Per restare vigili dopo i pasti, è utile conoscere alcune strategie pratiche e capire perché si verifica questa sonnolenza postprandiale”, spiegano gli esperti.

Sonnolenza dopo l’abbuffata

La sensazione di torpore dopo aver mangiato più del solito si chiama sonnolenza postprandiale ed è molto comune. “Assopirsi per qualche decina di minuti, occasionalmente, non è dannoso: capita nel periodo natalizio quando, oltre a ricche portate, ci si concede panettone, pandoro, cioccolata”.

Non esiste un’unica causa della sonnolenza dopo pranzo, ma la colpa è di più fattori, spesso combinati: 

ritmi circadiani: sono le naturali oscillazioni di più funzioni corporee (temperatura corporea, ormoni, metabolismo) nell’arco delle 24 ore. Dopo il picco mattutino necessario per svegliarsi, questo ritmo rallenta nel pomeriggio;

colpo di sonno: aumenta con il tempo trascorso da svegli; per questo capita dopo pranzo o cena e non dopo la colazione;

rallentamento dell’attività cerebrale: anche le funzioni cognitive diventano meno intense dopo mangiato;

variazioni ormonali: diminuiscono gli ormoni associati allo stato di allerta e aumentano quelli che favoriscono il sonno (melatonina e serotonina).

La sonnolenza postprandiale può essere il sintomo di una malattia?

Se questa sensazione è intensa e accompagnata da nausea, vertigini o difficoltà di concentrazione, “meglio approfondire con il medico di medicina generale. L’assopimento potrebbe segnalare condizioni patologiche in corso, come diabete, ipotiroidismo, anemia, disturbi digestivi”, dicono i medici anti-bufale.

In particolare, l’anemia, causata da carenza di ferro, può compromettere la qualità del sonno notturno, provocando anche crampi e sindrome delle gambe senza riposo.

Come evitare il problema

In generale sembrerebbe che la sensazione di sonno aumenti quando si consumano cibi ricchi di grassi saturi (come fritture con burro, formaggi stagionati, carni rosse o lavorate) e carboidrati (come pane raffinato, dolci, succhi di frutta) che facendo aumentare rapidamente la glicemia possono provocare anche stanchezza.

Alcuni accorgimenti sono utili per limitare il rischio di addormentarsi sul divano subito dopo il dessert. Nelle ricette con i carboidrati, come la pasta o i risotti, è bene dosare con equilibrio i condimenti e non esagerare con le quantità.

Inoltre meglio porzioni più piccole, da assaporare con un ritmo più lento e fermandosi prima di sentirsi sazi, senza affettarsi nel chiedere un “bis”. Anche mantenersi idratati aiuta a sentirsi meno stanchi: bere acqua durante i pasti, e non solo, favorisce la regolarità intestinale. Consumare invece troppo caffè potrebbe alterare l’addormentamento la sera. Subito dopo il pasto, fare una camminata accelera la digestione e impedisce la formazione di gas intestinali. Non occorre fare una maratona: sono sufficienti quindici minuti, concludono i medici anti-bufale.

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