E la spesa per la prevenzione crolla quasi del 20%. Mattarella: "Applicare principi universalità e uguaglianza in Costituzione"
Crisi del personale a causa delle paghe basse e del burnout, spesa del Servizio Sanitario Nazionale per la prevenzione che crolla quasi del 20%. È il ritratto della sanità italiana fatta dall’ultimo Rapporto della fondazione Gimbe, presentato martedì in Senato. “La sanità pubblica sta sperimentando una crisi del personale sanitario senza precedenti: inizialmente dovuta al definanziamento del SSN e ad errori di programmazione, oggi, dopo la pandemia, è aggravata da una crescente frustrazione e disaffezione per il SSN. Turni massacranti, burnout, basse retribuzioni, prospettive di carriera limitate ed escalation dei casi di violenza stanno demolendo la motivazione e la passione dei professionisti, portando la situazione verso il punto del non ritorno“, afferma il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta. “I dati raccolti da organizzazioni sindacali e di categoria documentano infatti il progressivo abbandono del SSN: secondo la Fondazione ONAOSI, tra il 2019 e il 2022 il SSN ha perso oltre 11.000 medici per licenziamenti o conclusione di contratti a tempo determinato e ANAAO-Assomed stima ulteriori 2.564 abbandoni nel primo semestre 2023. L’Italia dispone complessivamente di 4,2 medici ogni 1.000 abitanti, un dato superiore alla media OCSE (3,7), ma sta sperimentando il progressivo abbandono del SSN e carenze selettive: oltre ai medici di famiglia, alcune specialità mediche fondamentali non sono più attrattive per i giovani medici, che disertano le specializzazioni in medicina d’emergenza-urgenza, medicina nucleare, medicina e cure palliative, patologia clinica e biochimica clinica, microbiologia, e radioterapia”, emerge dal Rapporto.
La crisi nel personale infermieristico
“Ma la vera crisi“, continua Cartabellotta, “riguarda il personale infermieristico: nonostante i crescenti bisogni, anche per la riforma dell’assistenza territoriale, il numero di infermieri è largamente insufficiente e, soprattutto, le iscrizioni al Corso di Laurea sono in continuo calo, con sempre meno laureati“. Con 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti, l’Italia è ben al di sotto della media OCSE (9,8), collocandosi tra i paesi europei con il più basso rapporto infermieri/medici (1,5 a fronte di una media europea di 2,4). Inoltre, nel 2022 i laureati in Scienze Infermieristiche sono stati appena 16,4 per 100.000 abitanti, rispetto ad una media OCSE di 44,9, lasciando l’Italia in coda alla classifica prima solo del Lussemburgo e della Colombia. Per l’Anno Accademico 2024-2025 sono state presentate 21.250 domande per il Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche a fronte di 20.435 posti, un dato che dimostra la mancata attrattività di questa professione”, si legge nel rapporto.
Crolla spesa per la prevenzione
Rispetto al 2022, nel 2023 la spesa per i “Servizi per la prevenzione delle malattie” si riduce di ben € 1.933 milioni (-18,6%), emerge ancora dal rapporto Gimbe. “Tenendo conto che la prevenzione – commenta Cartabellotta – è la ‘sorella povera’ del SSN, al quale viene allocato circa il 6% del finanziamento pubblico, tale riduzione rappresenta un’ulteriore spia del sotto-finanziamento che, inevitabilmente, costringe Regioni e Aziende sanitarie a sottrarre risorse ad un settore sì fondamentale, ma considerato differibile. Ma tagliare oggi sulla prevenzione avrà un costo altissimo in termini di salute negli anni a venire, documentando la miopia di queste scelte di breve periodo“.
4,5 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure nel 2023
Nel 2023 oltre 4,48 milioni di persone (7,6%) in Italia hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, di cui quasi 2,5 milioni (4,2%) per motivi economici: quasi 600.000 persone in più rispetto all’anno precedente, evidenzia ancora il rapporto Gimbe citando i dati dell’Istat.
Mattarella: “Ssn pilastro essenziale per tutela diritto salute”
Il Servizio Sanitario Nazionale costituisce “una risorsa preziosa ed è pilastro essenziale per la tutela del diritto alla salute, nella sua duplice accezione di fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività“, ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato in occasione della presentazione in Senato del Rapporto Gimbe. “La sua efficienza è frutto, naturalmente, delle risorse dedicate e dei modelli organizzativi applicati, responsabilità, quest’ultima, affidata alle Regioni”, aggiunge Mattarella, sottolineando la necessità di una “costante adozione di misure sinergiche da parte di tutti gli attori coinvolti” per “garantire livelli sempre più elevati di qualità nella prevenzione, nella cura e nell’assistenza”.
Mattarella: “Applicare principi universalità e uguaglianza Carta”
“Il Rapporto che la Fondazione Gimbe pubblica periodicamente rappresenta un prezioso spaccato di analisi sulle condizioni e i problemi della sanità in Italia. L’edizione di quest’anno, dedicata alle criticità del sistema sanitario, acquisisce un interesse particolare, ponendosi come sollecitazione all’applicazione dei principi di universalità e uguaglianza sanciti dalla Costituzione“, ha detto ancora il capo dello Stato.
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