Reddito di cittadinanza e pensioni: ecco cosa prevede la bozza del decreto

Per beneficiare della prima misura bisognerà risiedere in Italia da almeno 10 anni. Previsti fino a 6 anni di carcere per chi froda. Quota 100 con almeno 62 anni di età e 38 di contributi. Entrambe partiranno da aprile 2019

Potranno beneficiare del reddito di cittadinanza "i residenti in Italia in via continuativa da almeno 10 anni al momento della presentazione della domanda". E' quanto si legge nell'ultima bozza del decreto che darà il via libera alla misura. Il reddito verrà erogato a chi "è in possesso della cittadinanza italiana o di paesi facenti parti della Ue, ovvero suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero proveniente da paesi che hanno sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo". La misura partirà nel mese di aprile 2019.

Chiunque nell'ambito della procedura di richiesta del reddito di cittadinanza fornisca "con dolo dati e notizie non corrispondenti al vero, incluso l'occultamento di redditi e patrimoni a fini Isee o di dichiarazioni fiscali, sarà punito con la reclusione da uno a sei anni oltre alla decadenza del beneficio e al recupero di quanto indebitamente percepito, comunque disposti anche in assenza di dolo". 

Dal 1 aprile 2019, in via sperimentale per il triennio 2019-2021, partirà la 'quota 100'. Si potrà quindi conseguire il diritto alla pensione anticipata "al raggiungimento di un'età anagrafica di almeno 62 anni e di un'anzianità contributiva minima di 38 anni". 

Nel decreto si parla anche della riforma Inps e Inail: si reintrodurrà il consiglio di amministrazione formato da cinque componenti compreso il presidente. Sulla possibilità, circolata nei giorni scorsi, di un commissariamento il ministero del Lavoro ha affermato che non intende procedere. La norma che prevede il ritorno al cda non prevederà alcuna decadenza degli attuali vertici, le cui funzioni saranno riviste seguendo una logica di una gestione collegiale degli enti.

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