Scontro M5s-Lega sui migranti. Fico con Di Maio per l'accoglienza. Salvini: "Non cedo ai ricatti"

Le posizioni più morbide dei pentastellati si scontrano con il no secco del ministro dell'interno. Solo un punto unisce i due alleati di governo: l'attacco all'Unione Europea 

Il destino dei migranti della Sea Watch e della Sea Eye acuisce lo scontro tra Movimento 5 stelle e Lega. Le posizioni più morbide dei pentastellati sull'accoglienza, ribadite da Luigi Di Maio e rafforzate dal presidente della Camera Roberto Fico, sbattono con il no secco di Matteo Salvini. Solo un punto unisce i due alleati di governo: l'attacco all'Unione Europea

Durante la visita alla Pernigotti a Novi Ligure Di Maio ha annunciato accertamenti sul comportamento delle ong che hanno salvato i migranti in mezzo al mare, ma ha rimarcato che "nessun bimbo deve essere lasciato in mezzo al mare" e che si prepara "a dare una lezione a tutta l'Europa e ad accoglierli". Un'apertura accolta con favore da Fico, che l'ha definita "un segnale importante". Allo stesso tempo, però, il presidente della Camera ha rivolto un appello all'Europa perché sensibilizzi le assemblee e i governi degli Stati membri, in modo che l'Italia non venga lasciata sola, così come qualunque altro Paese si trovi a gestire una situazione così complessa.

Salvini, come suo solito, ha usato invece toni più duri: "Vergognoso l'atteggiamento dell'Europa che tace. Evidentemente le lezioncine di umanità vanno indirizzate solo all'Italia. Non cediamo ai ricatti e alle menzogne". E ha insistito perché siano Malta, i Paesi Bassi o la Germania a occuparsi dei migranti a bordo della due navi. Quindi l'apertura di un corridoio umanitario solo per donne e bambini suggerita dal M5s continua a trovare lo stop del ministro dell'Interno. Che anche alla Cei, che ha esortato l'accoglienza, ha risposto: "Bisogna prima pensare agli italiani".

Intanto la situazione sulla Sea Watch - che da oltre 14 giorni attende l'assegnazione di un porto sicuro per le 32 persone salvate nel Mediterraneo Centrale il 22 dicembre scorso - si fa sempre più pesante e l'ong lancia l'ennessimo appello: "SeaWatch non è un hotspot galleggiante, è una nave di soccorso. È necessario procedere alla sbarco immediato di tutti i 32 ospiti soccorsi da 2 settimane. Lo sbarco non può essere subordinato al raggiungimento di un accordo sulla distribuzione delle persone tra stati membri".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata