Manovra, raggiunta l'intesa sulla pace fiscale, quota 100 da febbraio

Dopo giorni ad alta tensione i due vicepremier trovano l'accordo sui principali punti della legge. Via libera anche al taglio delle pensioni d'oro

L'accordo sulla pace fiscale alla fine c'è, i tagli alle pensioni d'oro pure, la riforma della Fornero con quota 100 prenderà il via già da febbraio. Per i dettagli bisognerà aspettare ancora ma dopo un weekend ad alta tensione, riunioni disertate e l'ennesimo vertice fiume di lunedì pomeriggio - circa due ore e mezza - i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno trovato l'accordo sui principali punti della manovra. Il documento programmatico di Bilancio dovrà essere caricato sul portale della Commissione europea per iniziare il percorso che porterà, entro fine mese, alla promozione o alla bocciatura da parte di Bruxelles.

"Dopo averlo dimostrato sull'immigrazione e la sicurezza, anche su temi economici continuiamo a mantenere le  promesse con gradualità e coraggio. Fornero, flat tax, Equitalia: anche su questi temi siamo il cambiamento", esulta Salvini, mentre su Facebook Di Maio festeggia: "Questa non è una semplice manovra, è un Nuovo Contratto Sociale che lo Stato stipula con i cittadini".

Al via da subito dunque la tanto discussa pace fiscale, contenuta nel decreto collegato alla manovra: si potrà sanare la propria posizione presentando una dichiarazione integrativa su cui ci sarà una tassazione al 20% sul maggiore imponibile Irpef dichiarato nei 5 anni precedenti, con un massimo dichiarabile di 1/3 sull'imponibile dell'anno precedente. Il tetto, come chiedevano i M5s, è fissato a 100mila euro, e in più i pentastellati portano a casa la rassicurazione che "non ci sarà nessun salvacondotto" ma anzi "per gli evasori ci sarà la galera", dice Di Maio su Facebook. Non basta: il M5s rivendica l'impegno su una nuova 'rottamazione': via sanzioni e interessi per tutti su cartelle e liti, con pagamento dilazionato in 20 rate trimestrali, cioè in 5 anni. Lo stralcio riguarda le cartelle sotto i 1000 euro ante 2010: si tratta del 25% del magazzino fiscale per circa 10 milioni di contribuenti. Tra le coperture della legge di bilancio ci sarà anche il taglio alle pensioni d'oro sopra i 4.500 euro da cui il governo conta di recuperare un miliardo in tre anni. Un altro miliardo e trecento milioni verrà recuperato in un triennio dai fondi per l'immigrazione: oltre 500 milioni subito, a partire dal 2019.

Via da febbraio, senza limiti e penalizzazioni, a quota 100 per andare in pensione, con la formula di aver raggiunto almeno - e necessariamente entrambi - 62 anni + 38 di contributi. Non ci sarà nessun aumento di tasse, promettono da Chigi, se non per banche e assicurazioni, e invece arrivano cento milioni per le politiche della famiglia e più fondi per la Sanità.

Nel corso del Consiglio dei ministri arriva anche il via libera al decreto 'Taglia scartoffie' che prevede oltre 100 adempimenti in meno per le imprese, e misure per una Rca auto "equa". Stop anche al duplice incarico governatore regionale e commissario alla Sanità: "Non ci sarà mai più un caso De Luca", commentano dal M5s. Inoltre, chi ha crediti non vedrà pignorata la casa. E arrivano misure contro i medici furbetti che aumentano la lista di attesa per l'intramoenia ospedaliera.
 

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