PoliticaPresse, Richetti attacca Renzi: "Errore clamoroso dire 'mi occupo dell'Italia, non del Pd'"

Il senatore del Pd (già portavoce del partito) intervistato dal direttore di LaPresse, Vittorio Oreggia e dalla giornalista Nadia Pietrafitta

Continua PoliticaPresse. È stata la volta di Matteo Richetti. Il senatore del Pd, già candidato alle primarie del suo partito, si è poi ritirato schierandosi a fianco del segretario Maurizio Martina nella corsa (per ora rimasta a due) con Nicola Zingaretti. Richetti è intervenuto a poche ore dalla decisione di Marco Minniti di ritirare la propria candidatura alla segreteria del Pd.

Dopo lo stesso Martina, il sottosegretario Vito Crimi (M5s) e la vicepresidente della Camera Mara Carfagna (Fi), PoliticaPresse riapre (sempre nella redazione di Roma, in via del Gambero) con gli uomini e le donne della politica italiana. L'intervista a Richetti sarà condotta dal direttore di LaPresse, Vittorio Oreggia e dalla giornalista Nadia Pietrafitta.

Richetti, 44 anni, emiliano di Sassuolo, sposato con Sonia, padre di tre figli, è stato deputato nella scorsa legislatura e il 5 marzo è stato eletto senatore nella Circoscrizione Emilia Romagna. Richetti ha avuto un rapporto di stretta collaborazione con Matteo Renzi con il quale, però, si è anche scontrato nel 2016. Dal 2017 (e fino allo scorso luglio), è stato portavoce del Pd.

 

Al Forum 'PoliticaPresse' il senatore Pd Matteo Richetti, ha spiegato i punti sostenuti insieme a Martina.

Il partito di Renzi. "Io penso che Matteo Renzi non uscirà dal Pd. Tutti ritengono che farà diversamente, ma credo che non andrà via dal Pd e rimarrà dentro, bisogna sistemare le cose dopo il 4 marzo". E poi: "Un ulteriore divisione del Pd oggi sarebbe un regalo al centrodestra". Richetti ha ribadito: "Non riusciremo mai a dare a questo Paese un'alternativa e un progetto credibile se non abbiamo un contenitore di impegno e di passione comune e si chiama partito. Dire io mi occupo dell'Italia loro si occupino del Pd, che tanto non interessa a nessuno è un doppio errore clamoroso".  Intanto "come facciamo a dare all'Italia una proposta se non c'è un partito forte veramente in campo? E poi: ma siamo diventati anche noi quelli che pensano che la politica è il problema e non la soluzione? Qualcuno ha in testa una politica senza i partiti?". "Nel Pd di gente che giudica colleghi e dirigenti ne abbiamo già abbastanza. Ma se ci occupiamo dell'Italia insieme, invece che dirci tra di noi e far capire agli italiani che il Pd non è rilevante ai fini dell'Italia? Che poi magari ci sorprendiamo che il Pd non lo vota nessuno, dopo aver che abbiamo detto non è rilevante e non ce ne occupiamo. Vogliamo essere persone serie o vogliamo cantatcela e suonarcela?". 

Slogan Martina+Richetti+Noi. "Il nostro non è un ticket tradizionale, noi abbiamo due proposte in campo, quella di Martina e quella di Richetti. Decidiamo per una serie di argomentazioni di costruire un progetto unitario e unire i nostri sforzi per innovare il partito e dare vita ad una classe dirigente nuova. C'è un popolo di democratici che deve tornare ad essere protagonista". 

Il passo indietro di Minniti. "È una scelta sua che ha motivato, le nostre sono scelte diverse. Oggi serve un impegno ulteriore sul partito, noi siamo ancora più in campo. Penso che il mondo dei sindaci che voleva sostenere Minniti, che ha sottoscritto l'appello per la candidatura di Minniti, possa trovare nella nostra proposta molte cose interessanti".

Reddito di cittadinanza e Quota 100. "Io dico che ci sono problemi aperti, noi abbiamo affrontato 5 anni di governo con 500 crisi di grandi aziende. Noi abbiamo puntato sulle politiche del lavoro, noi abbiamo cercato di dare risposte sul tirocinio. Non voglio quota 100, reddito cittadinanza, condoni, voglio il riconoscimento anche di quello che non siamo riusciti a fare. Dobbiamo cercare di far fare le cose. Noi dobbiamo guardare la realtà. Per il reddito di cittadinanza ho visto nove versioni, è tutto molto maldestro. Ci sono coperture che fanno ridere".

La proposta di Zingaretti. "La proposta di Zingaretti porta il Pd con le lancette a venti anni fa, ad un'idea di partito tra l'Unione e qualcosa di non definito. Mica dico che non è bravo, è un ottimo amministratore, ma nel suo progetto vedo troppa burocrazia". Così nel forum di 'PoliticaPresse' il senatore dem Matteo Richetti.
 

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