Verona, Salvini: "Modificare diritto di famiglia, ddl Pillon punto di partenza". Scontro a distanza con Di Maio sulle adozioni

Forza Nuova lancia referendum anti aborto: stop dagli organizzatori. E sul Congresso il Papa condivide le parole di Parolin: "Sostanza corretta, metodo sbagliato"

"Spadafora si occupi di rendere più veloci le adozioni, ci sono trentamila famiglie che aspettano". Matteo Salvini, a Verona per il Congresso delle famiglie, replica subito al sottosegretario M5S alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità, che venerdì aveva detto: "I temi che verrano discussi al Congresso non entreranno mai nell'agenda di governo". Sul punto il ministro ribadisce: "Siamo qua non per togliere i diritti, non si tocca niente a nessuno. Non sono in discussione l'aborto o il divorzio, ognuno fa l'amore con chi vuole e va a cena con chi vuole".

"Non vogliamo togliere niente a nessuno, ma siamo a favore del futuro. È mio diritto, da ministro e da papà, garantire i diritti di chi non ha voce, i bambini. Perché non devono pagare loro i litigi dei genitori", aggiunge Salvini. "Occorre modificare il diritto di famiglia", sottolinea il ministro dell'Interno, spiegando che "il ddl Pillon è solo un punto di partenza". Poi l'affondo: "Dico a qualche distratto amico di governo che qui dentro si prepara il futuro, si guarda avanti e non indietro. Se parlare di mamme, papà e bimbi è da sfigati, allora io sono uno sfigato". 

Da tutt'altro palco, al ministro dell'Interno risponde Luigi Di Maio: "Almeno le deleghe si dovrebbe leggerle prima di accusare qualcuno. La delega alle adozioni non è del sottosegretario Spadafora è una delega che ha in capo il presidente del Consiglio dei ministri e il ministro Fontana in compartecipazione. Evitiamo di dire cose inesatte", dichiara nel corso dell'iniziativa 'Oggi protagonisti' a Cinecittà. E rincara la dose: "Noi teniamo tanto alla famiglia e siamo preoccupati per la crescita demografica. Mentre a Verona ci sono dei fanatici che affrontano il tema in stile medioevale noi guardiamo al futuro".

Il caso Forza Nuova e le tensioni tra manifestanti - Dopo le polemiche sul feto di plastica e l'intervento a sorpresa della senatrice M5S Tiziana Drago, si apre subito con un nuovo 'caso' la seconda giornata dell'evento. Sulle scale di entrata della Gran Guardia, è andato in scena un battibecco tra due esponenti di Forza Nuova, iscritti al convegno, che hanno mostrato alla stampa presente il frontespizio del volantino per pubblicizzare la loro proposta referendaria per abolire la legge 194, e l'organizzazione del Congresso.

Mentre Luca Castellini, dirigente nazionale di Fn e coordinatore delle attività del nord Italia, illustrava il progetto del suo partito, è immediatamente intervenuto Filippo Savarese, direttore di CitizenGo, per chiarire che l'iniziativa non è in nessun modo riconducibile al Wcf o ai suoi organizzatori, che "non sapevano nulla". Ne è nato un acceso dibattito, culminato con la presa di posizione di Savarese, che sollecitato da alcuni passanti, ha ribadito: "Il fascismo ci fa cagare, soprattutto quello che abbiamo subito tentando di tapparci la bocca". Il dirigente del movimento prolife ha confermato il "rispetto per l'attività politica di tutti i partiti, ma il Congresso è un'altra cosa". La discussione è terminata con l'esortazione agli esponenti di Forza Nuova che vorranno partecipare alla 'Marcia per la vita' di domani, a non utilizzare alcun simbolo, nemmeno la Croce celtica.

Tensioni anche tra i sostenitori di Salvini e manifestanti anti Congresso. Un gruppetto di 5 persone, giovani dai 25 ai 30 anni, sono sfilati in mezzo alle persone che protestavano, urlando "Uno di noi, Salvini uno di noi...", attirando così l'attenzione della gente. Qualche insulto è volato all'indirizzo dei giovani, che hanno poi reagito con veemenza, rispondendo con parolacce e urla. A quel punto sono intervenuti gli agenti che si occupano della sicurezza all'esterno della struttura per allontanare i provocatori, ma sono stati aggrediti verbalmente, con parolacce e toni forti. La situazione si è fatta sempre più calda e il gruppetto ha iniziato a prendersela anche con i giornalisti che riprendevano la scena, mentre i manifestanti chiedevano la loro identificazione alle forze dell'ordine: "Fascisti, andate via". Dopo una quindicina di minuti, i 5 sono stati isolati e lasciati a 'sbollire' la rabbia e si sono allontanati dalla zona.

Papa Francesco - Sull'evento ha espresso il suo parere anche Papa Francesco: "Ho letto la risposta del segretario di Stato sul convegno di Verona e mi è sembrata equilibrata", ha detto Bergoglio sul volo da Roma a Rabat. "La sostanza è corretta, il metodo è sbagliato", aveva commentato nei giorni scorsi il cardinale segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin, a margine di un evento a Roma.

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