Chi è Paolo Gentiloni, da Legambiente a palazzo Chigi
Classe 1954, avrà ora il compito di formare il nuovo governo

Politico di lungo corso, natali romani e origini nobili, Paolo Gentiloni si appresta a diventare il 28simo presidente del Consiglio italiano, dopo l'onda del referendum che ha travolto quello a guida Matteo Renzi in cui era titolare della Farnesina. Esperto e moderato, con grandi doti di mediazione, sempre riconosciute da più parti: sono le qualità che lo hanno portato oggi al Colle per ricevere l'incarico da Mattarella di formare un nuovo governo.

Classe 1954, sposato con l'architetto Emanuela Mauro e senza figli, Paolo Gentiloni Silveri è di origini nobili: un suo antenato,  Vincenzo Ottorino Gentiloni, firmò il patto che a inizio '900 segnò l'ingresso dei cattolici nella vita politica italiana. Educazione cattolica, scuola montessoriana e dopo liceo al Tasso, dove partecipò all'occupazione della scuola, con tanto di fuga da casa per partecipare a una manifestazione a Milano per l'anniversario di piazza Fontana, Gentiloni fa il suo esordio in politica nelle fila della sinistra extraparlamentare, entrando in contatto con il Movimento Studentesco di Mario Capanna. Si avvicina poi al movimento ambientalista di Legambiente dove trova Ermete Realacci e Chicco Testa e diventa direttore della rivista 'Nuova Ecologia', dove nel 1990 diventa giornalista professionista. E' questa esperienza ad avvicinarlo e legarlo a Francesco Rutelli: quando quest'ultimo viene eletto sindaco di Roma, Gentiloni è il suo portavoce.

Al Campidoglio svolge un ruolo chiave di raccordo con il mondo romano. Esperienza che viene alla luce con l'ingresso in giunta, con l'incarico importantissimo di assessore al Giubileo. Nel 2001 entra in Parlamento, nelle liste della Margherita di cui diventa responsabile della comunicazione. Ricandidato nel 2006, entra nel governo guidato da Romano Prodi con l'incarico di ministro alle Comunicazioni.

Partecipa alla fondazione del Partito democratico. Nel 2012 con un annuncio su Twitter si candida alle primarie per il sindaco di Roma, con il sostegno dell'ala renziana del partito, ma viene sconfitto da Ignazio Marino e David Sassoli. Eletto ancora in Parlamento nel 2013, entra nella commissione Affari esteri e quando Federica Mogherini lascia la Farnesina perché nominata Alta rappresentante Ue è lui ad essere scelto, nell'ottobre 2014, per prendere il suo posto. Ottimi rapporti con la comunità ebraica, con Israele e con gli Usa - il segretario di Stato John Kerry gli ha riservato parole molto affettuose la scorsa settimana a Roma - il suo primo atto ufficiale è stato contattare i due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, al centro della crisi diplomatica tra Italia e India. Tra le questioni più delicata che si è trovato ad affrontare anche un'altra crisi diplomatica, quella tra Italia ed Egitto, dopo la morte del ricercatore Giulio Regeni.

Oggi una nuova sfida, quella più difficile: trovare una nuova squadra di governo che consenta al Paese di affrontare le sfide più pressanti - il caso Mps, gli appuntamenti internazionali in calendario il prossimo anno, dal G7 alla presidenza Osce - e trovare un accordo il più ampio possibile per la nuova legge elettorale che riporterà il Paese alle elezioni.
 

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