Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, promulga la nuova legge elettorale. La notizia arriva venerdì in serata, all’indomani dell’approvazione definitiva dello Stabilicum segnata dallo scontro tra maggioranza e opposizione, dagli annunciati ricorsi alla Corte Costituzionale, dalle voci su possibili elezioni anticipate.
Elezioni 2027, il centrodestra punta alla scadenza naturale
Davanti a telecamere e taccuini, nel centrodestra tutti sembrano concordi: la legislatura arriverà alla sua naturale scadenza e le urne per le politiche si apriranno solo nell’autunno 2027. Eppure, a microfoni spenti, l’ipotesi del voto anticipato continua a circolare nei palazzi, complice le dichiarazioni ambigue arrivate negli ultimi giorni soprattutto da esponenti di FdI (ultimo il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari che ha evocato le urne a giugno). Che sia o meno una “strategia della tensione” – come la definisce sarcasticamente un big dell’opposizione – con cui il partito di Giorgia Meloni vuole togliere punti di riferimento a ad avversari e alleati, è certo che il pallino è in mano alla premier, che in prima persona ha già più volte assicurato di voler andare fino in fondo.

Arianna Meloni: “Il governo andrà avanti fino alla fine della legislatura”
Venerdì è la sorella Arianna Meloni a ribadire, in un’intervista al Corriere della Sera, che “questo governo andrà avanti fino alla fine della legislatura, e sarà un altro record: l’unica legislatura interamente attraversata da un solo governo, quello legittimato dagli italiani col voto del 2022”, mentre la nuova legge elettorale non porta a un premierato di fatto ma a una “Terza Repubblica. E Giorgia Meloni è il primo presidente del Consiglio della Terza Repubblica”.
La rassicurazione pare non bastare però agli alleati di Forza Italia e Lega che – per bocca dei loro leader – tornano a puntualizzare la posizione: “Per quanto mi riguarda si vota a fine legislatura. L’autunno del 2027 è la scadenza naturale”, mette in chiaro Matteo Salvini, così come l’altro vicepremier Antonio Tajani: “Io credo che si debba arrivare fino alla fine della legislatura, nessuno ha parlato di elezioni anticipate”.

La Consulta e i ricorsi sulla legge elettorale
In ogni caso, la Consulta si prepara alla battaglia sui ricorsi sulla legge elettorale – che verranno presentati da opposizioni e comitati – non escludendo un accelerazione del giudizio. A chi gli chiede se una eventuale pronuncia sulla costituzionalità arriverà prima delle elezioni politiche, il presidente della Corte Giovanni Amoroso risponde chiaro: “Dipende. Se si vota alla scadenza naturale della legislatura sicuramente sì”, mentre “nell’ipotesi del voto in primavera si rischierebbe di arrivare sul filo”, prosegue scandendo le fasi del procedimento: “C’è il tempo necessario per instaurare un giudizio davanti al giudice ordinario; quello che impiegherebbe quest’ultimo per sollevare la questione; quello per pubblicare in Gazzetta Ufficiale l’ordinanza del giudice dopo i controlli di rito; infine quello, di almeno un mese, per mettere in moto il giudizio costituzionale. La Corte potrà decidere di dimezzare i termini: è l’unico strumento di cui dispone per accelerare”. E secondo le opposizioni sarà necessario utilizzarlo perché, come chiosa Angelo Bonelli di Avs, “con l’approvazione della legge elettorale il centrodestra ha deciso di andare a elezioni politiche anticipate”.

