Dl Scuola, al via il Consiglio dei ministri: multe fino a 1000 euro per chi indossa il burqa in classe – La diretta

Dl Scuola, al via il Consiglio dei ministri: multe fino a 1000 euro per chi indossa il burqa in classe – La diretta
Giorgia Meloni durante la trasmissione Porta a Porta, Roma, 22 settembre 2026 (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)

Sul tavolo del Consiglio dei ministri i provvedimenti per il prossimo anno scolastico

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al dl Scuola che prevede, tra le altre cose, il tetto agli alunni stranieri nelle classi e il divieto di indossare burqa. Dopo circa un’ora di riunione, il Cdm ha dato l’ok anche al decreto legge recante “misure urgenti per la circolazione dei veicoli ad alimentazione diesel appartenenti alla categoria ambientale Euro 5

Al via il Consiglio dei ministri – Le news in diretta
Inizio diretta: 24/09/26 17:00
Fine diretta: 24/09/26 23:59
Valditara: "Istituti denominati licei è cambiamento importante"

“C’è anche il tema molto importante del cambiamento di nome da istituti tecnici e istituti professionali a licei, è un cambiamento importante per un fattore strategico per la nostra formazione e la nostra economia”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in conferenza stampa al termine del Cdm che ha dato l’ok al dl Scuola.

Valditara: "Per niquab o burqa a genitori multe fino a 1000 euro"

“C’è il tema del mascheramento e quindi del burqa, niquab, casco o maschera. Non si può accedere nel percorso formativo se si indossa il niquab. Per i genitori sono previste sanzioni da 200 a 1000 euro”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, durante la conferenza stampa al termine del Cdm che ha dato l’ok al dl scuola. “Con il decreto Caivano abbiamo introdotto la sanzione della reclusione sino a due anni per quei genitori che non mandano i figli a scuola – ha aggiunto Valditara -. Non è che uno possa dire: ‘A questo punto non mando la figlia a scuola perché dovrebbe entrare senza niqab’. No, perché altrimenti ci sono fino a due anni di reclusione”. “Non dimentichiamo anche che la magistratura spesso, in questi casi, revoca addirittura la responsabilità genitoriale per chi non manda i figli a scuola”.

Schlein: "Decreto vergogna, caccia alle streghe sulla pelle dei bambini"

“Ciò che esce dal Cdm di oggi conferma che il governo Meloni vive su un altro pianeta rispetto al Paese reale”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.

“In questi giorni le famiglie italiane sono preoccupate per le condizioni degli edifici scolastici – solo nell’ultimo anno 68 crolli e 80mila infortuni- , per gli oltre 500 euro da spendere per i libri di testo, mentre gli stipendi degli insegnanti italiani restano tra i più bassi d’Europa – aggiunge -. Di fronte a tutto questo la risposta del governo è cacciare dalle classi i bambini stranieri. Ma chi pensano di prendere in giro? Dopo 4 anni di tagli e nessun investimento serio sull’edilizia scolastica, si inventano una nuova caccia alle streghe sulla pelle dei più piccoli, indicandoli come bersaglio.È un decreto vergognoso, che prova a nascondere dietro una nuova bandiera ideologica l’incapacità del governo di dare risposte ai problemi concreti della scuola pubblica. La scuola è aperta a tutti, come dice la nostra Costituzione”. 

Valditara: "No all'allontanamento dei ragazzi dalla famiglia che non impara l'italiano"

“Vi pare che allontaniamo i ragazzi dalle famiglie? Non so chi vi dà queste bozze. Evidentemente qualcuno dell’opposizione”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, risponde ai giornalisti in merito all’ipotesi di allontanamento dei ragazzi dalle famiglie che non seguissero i percorsi per imparare l’italiano prevista in una bozza del dl. Il decreto prevede invece multe fino a 1000 euro, come ha chiarito lo stesso ministro in conferenza stampa post Cdm. 

Valditara: "Italiano strumento di integrazione, no a legami con vecchie circolari"

“Il nostro obiettivo è mettere al centro la lingua italiana come grande strumento di integrazione”. Il dl “non ha nulla a che vedere con vecchie circolari. Le classi che hanno un numero di studenti stranieri sono 34mila. Noi eccettuiamo da questo numero quei ragazzi stranieri quei ragazzi che già conoscono la lingua italiana”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in conferenza stampa al termine del Cdm che ha dato l’ok al dl Scuola. 

Valditara: "Percorsi per genitori che non parlano l'italiano"

“Tutti gli studi internazionali ci dicono che la partecipazione dei genitori al percorso del figlio è importante per il successo scolastico. Una densità all’interno di una classe di giovani che hanno una conoscenza della lingua non adeguata danneggia il percorso scolastico. Ci sono delle raccomandazioni Ocse. Per questo dove lo studente manifesti gravi deficit linguistico abbiamo deciso di incentivare l’apprendimento dei genitori. La scuola segnalerà ai servizi sociali che predisporrà il percorso linguistico che sarà gratuito. Nell’ipotesi di mancato assolvimento ci saranno sanzioni da 200 a 1000 euro”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in conferenza stampa al termine del Cdm che ha dato l’ok al dl scuola. 

Valditara: "Tetto del 30% a ragazzi che non conoscono la lingua"
Il ministro: "La più grande immissione in ruolo degli ultimi venti anni"

“Il tema sul tetto del 30%” per classe “si riferisce a quei ragazzi stranieri che non conoscono adeguatamente la nostra lingua”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. “La mancata conoscenza italiano – ha aggiunto – ha un peso sull’insuccesso scolastico. Con il coordinamento degli uffici scolastici provinciali si disporranno di destinare i ragazzi in scuole di prossimità. Questa misura è ampiamente diffusa perché all’atto di iscrizione la famiglia deve indicare quattro scuole e se al momento delle iscrizioni la scuola è satura deve scegliere un’altra scuola”.

Meloni: "Nel dl strumenti di buonsenso che non dividono ma aiutano l'integrazione"

“Oggi abbiamo approvato in Consiglio dei Ministri il decreto sulla scuola. Un limite del 30% nelle classi per gli studenti che non conoscono adeguatamente l’italiano, più strumenti per imparare la nostra lingua e stop a burqa e niqab a scuola. Strumenti di buonsenso che non dividono, ma aiutano a integrare davvero, evitando classi-ghetto e dando a tutti gli studenti le stesse opportunità. È questa la direzione che vogliamo continuare a seguire: una scuola che integra senza rinunciare alle regole, che sostiene chi ha più difficoltà e che mette tutti nelle condizioni di partire dallo stesso punto”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Terminata a palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei ministri

E’ terminata dopo circa un’ora a palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al dl scuola – che prevede, tra le altre cose, il tetto agli alunni stranieri nelle classi e il divieto di indossare burqa – e al decreto legge recante ‘misure urgenti per la circolazione dei veicoli ad alimentazione diesel appartenenti alla categoria ambientale Euro 5’.

Via libera del Cdm a dl scuola
Bambini a scuola e aria condizionata Photo by: Arne Dedert/picture-alliance/dpa/AP Images

Il Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, ha approvato il decreto legge recante ‘misure urgenti per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027, per l’accompagnamento delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) di competenza del Ministero dell’istruzione e del merito, per la promozione dell’integrazione degli studenti stranieri nell’ambito scolastico nonché in materia di formazione superiore e ricerca”. Il provvedimento comprende, tra le altre cose, il tetto agli alunni stranieri nelle classi e il divieto di indossare burqa e niqab. 

Minori via dalla famiglia se i genitori non studiano l'italiano

Potrebbero essere allontanati dalle famiglie i minori stranieri qualora i genitori dovessero ostacolare l’apprendimento della lingua italiana. Lo prevede la bozza del dl scuola.

Se i “soggetti stranieri esercenti la responsabilità genitoriale ostacolano l’integrazione scolastica e lo sviluppo del percorso educativo e formativo”, “in assenza di comprovati motivi di salute, di cause di forza maggiore o di altri gravi impedimenti, dei contenuti del progetto personalizzato di sostegno alla genitorialità di cui al comma 2” sull’apprendimento della lingua italiana “tale da configurare una situazione di concreto pregiudizio per il minore nel percorso educativo e di integrazione scolastica, si applica l’articolo 1, comma 2, della legge 19 luglio 1991, n. 216” che stabilisce il collocamento dei minori fuori dalla propria famiglia. 

Previsti corsi di italiano per genitori stranieri

Saranno i servizi sociali, su segnalazione delle scuole, a definire “un progetto personalizzato di sostegno alla genitorialità, che prevede la frequenza da parte dei soggetti stranieri esercenti la responsabilità genitoriale di un percorso gratuito di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana, finalizzato al conseguimento di una certificazione attestante un livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER), erogato presso i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA), nonché, ove possibile, la frequenza di percorsi formativi di sostegno alla corresponsabilità educativa, realizzati anche in collaborazione con l’istituzione scolastica”. Lo si legge nella bozza del dl scuola.

“Al fine di garantire la piena realizzazione dell’alleanza educativa tra scuola e famiglia, l’istituzione scolastica segnala tempestivamente ai servizi sociali territorialmente competenti i casi in cui persistenti barriere linguistiche dei soggetti stranieri esercenti la responsabilità genitoriale ostacolano l’integrazione scolastica e lo sviluppo del percorso educativo e formativo, ovvero incidono sul comportamento del minore nel contesto scolastico o sull’osservanza degli impegni assunti dalle famiglie con il Patto di corresponsabilità educativa”, si legge ancora nella bozza. 

Istituti tecnici e professionali saranno licei

Gli istituti tecnici assumeranno “la denominazione di ‘licei tecnologici’” e gli istituti professionali quella di ‘licei professionali’. Lo si legge nella bozza del dl scuola. 

Quasi 17,5 milioni per potenziare le competenze linguistiche

Quasi 17,5 milioni di euro per il potenziamento delle competenze linguistiche. Lo si legge nella bozza del dl Scuola.

“Nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione e del merito – si legge nella bozza – è istituito un fondo, con una dotazione di euro 3.400.000 per l’anno 2027 e di euro 14.139.760 a decorrere dal 2028, destinato alle istituzioni scolastiche nelle quali, anche a seguito dell’adozione delle misure previste dal presente articolo, non sia possibile assicurare il rispetto dei limiti di cui al comma 1, per il finanziamento di attività extracurricolari finalizzate al potenziamento delle competenze linguistiche di base nella lingua italiana, da ripartire tra le medesime istituzioni scolastiche con decreto del Ministro dell’istruzione e del merito”. 

Multe fino a 1000 euro per chi indossa il burqa a scuola

“E’ fatto divieto di partecipare alle attività curriculari e extracurriculari delle istituzioni scolastiche e a quelle previste nell’ambito dei rapporti Scuola famiglia con il volto coperto o con qualsiasi altra modalità atta a non consentire il riconoscimento del volto. La violazione di cui al comma 4 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 euro a 1.000 euro”. Lo si legge nella bozza del dl Scuola in discussione in Consiglio dei ministri. “Salvo che il fatto costituisca reato, quando la violazione è commessa da un minore la sanzione amministrativa pecuniaria si applica anche all’esercente la responsabilità genitoriale”, si legge ancora nella bozza. 

Tetto del 30% di stranieri nelle classe prime

“Al fine di garantire un’equilibrata composizione delle classi, funzionale alla qualità dell’azione educativa e didattica, alla piena fruizione del diritto allo studio e alla integrazione degli studenti stranieri, le istituzioni scolastiche, nell’ambito della propria autonomia, provvedono, a decorrere dall’anno scolastico 2027/28, a costituire le classi iniziali della Scuola primaria, della Scuola secondaria di primo e di secondo grado secondo criteri di equa distribuzione degli alunni e degli studenti, in modo che: nella Scuola primaria, il numero degli alunni con cittadinanza non italiana e che non sono nati in Italia o che non hanno frequentato almeno due anni di Scuola dell’infanzia, non superi il 30 per cento del totale in ciascuna classe prima; nella Scuola secondaria di primo e di secondo grado, il numero degli studenti con cittadinanza non italiana che non hanno frequentato con esito positivo, per almeno tre anni scolastici, il sistema nazionale di istruzione non superi il 30 per cento del totale in ciascuna classe prima”. È quanto si legge in una bozza del dl Scuola. 

Al via il Cdm, sul tavolo dl su scuola, giustizia e veicoli Euro5

E’ iniziato a palazzo Chigi il Consiglio dei ministri. All’ordine del giorno della riunione, tra le altre cose, il decreto legge recante “misure urgenti per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027, per l’accompagnamento delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnr) di competenza del ministero dell’Istruzione e del merito, per la promozione dell’integrazione degli studenti stranieri nell’ambito scolastico nonché in materia di formazione superiore e ricerca”.

Sul tavolo del Cdm anche altri due dl: uno con misure urgenti in materia di giustizia, l’altro recante “misure urgenti per la circolazione dei veicoli ad alimentazione diesel appartenenti alla categoria ambientale Euro 5”.

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