L’Aula del Senato ha dato il via libera definitivo, con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti, al disegno di legge ‘delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile‘. “Oggi il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul nucleare. Dopo quasi quarant’anni, l’Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare. Una scelta coraggiosa e di buon senso”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Oggi importiamo elettricità prodotta dalle centrali nucleari di nazioni vicine, ma non possiamo produrla noi. Questa legge serve a cambiare le cose”, sottolinea la premier elencando “cosa significa per famiglie e imprese. Più sicurezza energetica: meno dipendenza dall’estero e meno esposizione alle crisi internazionali che abbiamo pagato in bolletta. Energia stabile e a basse emissioni, che lavora insieme a tutte le altre, a partire dalle rinnovabili. Una risposta concreta alla domanda di elettricità che crescerà con data center e intelligenza artificiale. Parliamo di tecnologie di nuova generazione, non delle vecchie centrali”. “Ora il Governo scriverà le norme attuative su sicurezza, autorizzazioni, gestione dei rifiuti e rapporto con i territori. Era un impegno preso con gli italiani. Un altro impegno che abbiamo mantenuto”, conclude Meloni.
Oggi il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul nucleare.
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) September 23, 2026
Dopo quasi quarant'anni, l'Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare. Una scelta coraggiosa e di buon senso.
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Pichetto: “Giornata storica per Italia, renderà Paese sicuro e indipendente”
“Oggi è una giornata storica per l’Italia: il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul nuovo Nucleare. Il Nucleare sostenibile, insieme alle rinnovabili, renderà l’Italia un Paese sicuro, indipendente, competitivo. L’Italia avrà più energia per famiglie e imprese. È la direzione che stanno prendendo i principali Paesi del mondo”. Così il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, dopo l’approvazione in via definitiva in Senato della legge Pichetto sul nucleare sostenibile.”Abbiamo mantenuto la promessa di approvare in questa legislatura il nuovo nucleare e portare in Italia l’energia del futuro. Adesso siamo già a lavoro per il prossimo obiettivo: redigere i decreti attuativi per applicare concretamente la legge. Lo faremo, di sicuro, entro fine anno”, ha aggiunto Pichetto. “Una stima che faccio in base agli elementi che ho a disposizione, degli esperti dell’impresa e del settore, è verso il 2033-34. Questi sono i tempi che sono previsti”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in un punto stampa al Senato dopo l’ok alla legge delega sul nucleare sostenibile, interpellato sulla tempistica delle prime centrali.
“Con il voto di oggi si chiude il percorso della legge delega e si apre lo scenario di trasportare l’Italia nella produzione di energia da fonte nucleare. Questo significa integrare il mix energetico nazionale, aumentare molto le rinnovabili come fotovoltaico, eolico, geotermico, idroelettrico, e poi integrarlo con il nuovo nucleare. A fianco con l’accompagnamento che scenderà nei prossimi decenni del termoelettrico. Questo significa dare all’Italia la quantità di energia che serve, e già oggi noi siamo carenti di 50 miliardi di kilowattora. L’efficientamento energetico dei fabbricati, i data center, portano gli analisti a indicarci una necessità di almeno 100-150 terawattora in più dal 2040, e bisogna quindi essere nella condizione di produrlo a livello quantitativo e di essere competitivi a livello di prezzi, che significa la competitività dell’Italia”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in un punto stampa al Senato dopo l’ok alla legge delega sul nucleare sostenibile.
Irto (Pd): “Governo presenta una promessa, non una politica energetica”
“Quello che il governo presenta come l’inizio di una nuova stagione energetica è, nei fatti, una delega vastissima che rinvia a domani le decisioni essenziali. Mancano i costi, mancano i tempi, mancano le coperture e manca una valutazione compiuta delle tecnologie disponibili. Al Parlamento si chiede, quindi, un voto al buio”. Lo dichiara il senatore e segretario del Partito democratico Nicola Irto, intervenendo in Aula a Palazzo Madama sul provvedimento del governo in materia di energia nucleare.“Il governo vuole un’autorizzazione politica per poter dire agli italiani di avere riportato il nucleare nel Paese, mentre tutto il resto viene rinviato ai decreti legislativi. La propaganda è di oggi, le decisioni arriveranno domani. Questa legge non costruisce nessuna centrale, non produce neppure un kilowattora e non riduce di un euro la bolletta di una famiglia”.
“La domanda – continua Irto – è semplice: chi metterà i soldi? Le imprese private, i contribuenti o le famiglie attraverso le bollette? Nel testo non c’è una risposta. E mentre si promette il nucleare, le famiglie affrontano oggi il caro energia, le imprese soffrono e le rinnovabili continuano a scontare ritardi e ostacoli”. “L’Italia porta ancora sulle proprie spalle la stagione nucleare del passato: lo smantellamento degli impianti non è concluso e il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi non è stato realizzato. Volete aprire un nuovo ciclo senza avere chiuso il precedente e senza aver chiarito come affrontare quello che già esiste”. “Questo è il metodo del governo Meloni: prima gli annunci, poi le decisioni e infine i conti da presentare agli italiani. Sul nucleare chiedete al Parlamento una delega in bianco e pretendete che siano i cittadini a firmare oggi un assegno che il governo non ha nemmeno quantificato. Non è una politica energetica: è una promessa elettorale costruita sulla propaganda. E il Paese non può essere governato con gli slogan”, conclude Irto.
Confindustria: “Giornata storica per il Paese”
“Il voto di oggi al Senato con l’approvazione definitiva del ddl nucleare è una svolta storica per il futuro del Paese e per il rafforzamento del mix energetico nazionale. Diamo atto al Governo e al Parlamento dell’accelerazione su un fronte che riteniamo strategico per la competitività del Paese. Dopo anni di assenza dalle politiche energetiche, il nucleare oggi può rappresentare una leva fondamentale per rafforzare l’indipendenza energetica italiana, stabilizzare i costi dell’energia e accompagnare l’industria verso gli obiettivi di neutralità climatica”. Così Aurelio Regina, vice presidente di Confindustria per l’energia in una nota. Il rilancio del nucleare in Italia si baserà sugli impianti più moderni disponibili, come i reattori di Generazione III+, in particolare gli Small Modular Reactor (SMR) e, in futuro, i reattori di Generazione IV, gli Advanced Modular Reactor (AMR). Questi impianti garantiscono produzione stabile di elettricità, basse emissioni, ridotti consumi di combustibile e costi energetici prevedibili, oltre ad elevati standard di sicurezza attiva e passiva.Nel mondo l’energia nucleare è una certezza consolidata che garantisce il 10% dell’elettricità mondiale ed è in espansione con 62 reattori in costruzione in 15 Paesi per ulteriori 64,5 GW. A livello europeo la tecnologia è ancora più presente, garantendo il 23% dell’elettricità UE In Europa mentre sono 18 i Paesi europei che hanno progetti di sviluppo in corso o prevedono strategie di potenziamento dell’energia nucleare in futuro.Il costo dell’energia nucleare è meno soggetto a volatilità perché dipende in larga parte dalla costruzione dell’impianto e solo marginalmente dalla sua gestione e dal prezzo del combustibile. Le stime più recenti prevedono un costo di generazione tra 70 e 110 USD/MWh, in linea con le altre tecnologie decarbonizzate (es. fotovoltaico con accumulo) ed estremamente più contenuto dei valori attuali dell’elettricità (PUN medio settembre c.a. 210 €/MWh). Si tratta solo di costi iniziali, perché grazie alla produzione in serie e al design i prezzi potranno essere ancora più competitivi e soprattutto non volatili.“Il settore industriale potrà contribuire attivamente a questa sfida – prosegue Regina. In Italia oltre 70 aziende operano già nel nucleare e coprono diversi settori della filiera, dalla progettazione dei reattori alla produzione di componenti, fino alla manutenzione degli impianti. Questo patrimonio industriale e scientifico rappresenta una solida base per rilanciare il programma nucleare nazionale che stimiamo porterà circa 117.000 nuovi posti di lavoro e un impatto economico annuale che può superare i 50 miliardi di euro (circa il 2,5 % del PIL)”.

